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Jungfraujoch disertato dagli asiatici, affluenza -18%

Keystone-SDA

La guerra in Medio Oriente ha pesato nel primo semestre sullo Jungfraujoch, luogo faro delle Alpi bernesi

(Keystone-ATS) Circa 389’600 persone sono state trasportate con la ferrovia di montagna verso la stazione a quota 3454 metri che è la più alta del continente, un numero in flessione del 18% su base annua.

Particolarmente difficile – nell’ottica di Jungfraubahn Holding, la società bernese che gestisce la linea in questione e diversi impianti di risalita nella regione – si è rivelato il secondo trimestre, che è risultato il più debole dall’inizio della pandemia. I ricavi generati dal luogo commercializzato a livello turistico con l’espressione “Top of Europe” sono comunque scesi in modo meno marcato: la diminuzione è stata del 12% a 53 milioni.

La causa principale di questa evoluzione è da ricercare nella crisi mediorientale. Molti viaggiatori provenienti dall’Asia raggiungono l’Europa passando per gli hub di Dubai, Doha o Abu Dhabi: visto che questi collegamenti sono diventati insicuri, i tour operator hanno frenato le prenotazioni.

Nel frattempo la situazione sta leggermente migliorando: in luglio e agosto il numero di visitatori sullo Jungfraujoch è stato solo del 10% inferiore rispetto all’anno precedente. “Siamo cautamente ottimisti per i prossimi mesi”, ha affermato il presidente della direzione Oliver Hammel in un incontro con i giornalisti e gli analisti.

Complessivamente il gruppo ha registrato un fatturato di 137 milioni di franchi, in calo del 9%. L’utile operativo Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) è sceso del 14% a 57 milioni, mentre l’utile netto si è attestato a 30 milioni, il 22% in meno del profitto record conseguito nello stesso periodo del 2025.

“Il risultato si è rivelato accettabile, date le circostanze”, ha commentato Hammel, citato in un comunicato. “L’utile semestrale è superiore a quello registrato negli anni pre-Covid 2018 e 2019, che erano stati di grande successo”, ha aggiunto. “Ci rende ottimisti il fatto che sia stato possibile aumentare il ricavo medio per ospite nel traffico turistico e che il livello delle prenotazioni per il secondo semestre sia solido, tenuto conto delle circostanze”, prosegue il manager.

In borsa il titolo Jungfraubahn Holding mostra un comportamento volatile: dopo una mattinata in negativo, ha virato in rialzo, allineandosi all’andamento generale del mercato. Dall’inizio del 2026 l’azione ha perso il 12%, mentre positiva è la performance su dodici mesi (+22%) e su cinque anni (+77%).

Nella sua forma attuale la società Jungfraubahn Holding è stata fondata nel 1994 e due anni più tardi è seguito lo sbarco in borsa. È una realtà molto importante nell’Oberland bernese: nel 2025 aveva in organico 757 posti di lavoro a tempo pieno.

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