Italia: la ministra Daniela Santanchè si è dimessa
La ministra del turismo italiana Daniela Santanchè (FdI) si è dimessa dal suo incarico. Ieri sera la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva auspicato le dimissioni della "Pitonessa" per senso di responsabilità.
(Keystone-ATS) “Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione”, scrive la Santanchè nella lettera di dimissioni alla Meloni.
“Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio partito ritiene utile e opportuna.”
“Mi premeva e mi preme sottolineare – prosegue la lettera – che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”.
“Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio”, scrive ancora la Santanchè nella lettera.
“Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On. Delmastro, che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi”, afferma la 64enne.
“Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento”, conclude Santanchè.