Italia: governo corre ai ripari, 175 milioni contro caro carburante
Il governo italiano corre ai ripari per disinnescare la bomba sociale dei trasporti e arginare i blocchi stradali che rischiavano di paralizzare il Paese.
(Keystone-ATS) Con un decreto-legge varato d’urgenza dal Consiglio dei ministri, l’esecutivo mette sul piatto un pacchetto complessivo da 175 milioni di euro destinato ad autotrasporto, agricoltura e pesca, con i Tir che fanno la parte del leone con 105 milioni. Il decreto inoltre, a sorpresa, fa slittare la tassa sui minipacchi al primo gennaio 2027.
“Il governo ascolta chi manifesta pacificamente”, sottolinea la premier Giorgia Meloni. “In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”, avverte, promettendo che per garantire la libera circolazione delle merci “useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale”. Il governo non esclude, quindi, la precettazione.
La situazione si va sbloccando quasi ovunque, in Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria con un quasi ritorno alla normalità, mentre in Campania la protesta non rientra del tutto con alcune frange ‘deluse’ dal decreto del governo: a Napoli un corteo lento di camion ha bloccato l’uscita delle cisterne di carburanti, causando la mancanza di benzina e diesel. Diversi autotrasportatori mantengono ancora presidi fuori dai caselli autostradali della Regione.
Esprime soddisfazione il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. “Abbiamo sbloccato ulteriori risorse e ai tanti piccolini, tanti padroncini con due, tre o quattro mezzi veniamo incontro con il decreto di oggi, con la spalmatura del costo del carburante anche sui committenti, quindi non solo a carico degli autotrasportatori, e con una sospensione fino a tutto marzo 2027 dei leasing che hanno in corso”, dice.
Nel dettaglio, per combattere il caro gasolio per i tir vengono destinati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta già previsto per il periodo di spesa marzo-agosto 2026. In questo modo l’agevolazione passa da 430 a circa 480 milioni, come annunciato dal viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. Mentre altri 60 milioni sono stanziati per le spese dal primo settembre al 5 ottobre 2026. Ed un’ulteriore boccata d’ossigeno arriva con la proroga dal 1 dicembre 2026 al 1 gennaio 2027 per “l’entrata in vigore del contributo doganale relativo alle spedizioni di modico valore”.
“I pagamenti sono iniziati da ieri e quindi entro la prossima settimana le prime 2000 imprese avranno i crediti di imposta sul cassetto fiscale”, dice Rixi in conferenza stampa dopo il cdm. “Si tratta complessivamente, fino alla fine di agosto, di 32’000 imprese e a novembre verrà aperta l’altra finestra per ottobre”, aggiunge.
Per l’agricoltura vengono allocati 60 milioni di euro e per la pesca 10 milioni, in entrambi i casi come contributi a fondo perduto validi nel 2026. “Arriveranno in brevissimo tempo attraverso Agea i 60 milioni per il costo del carburante agricolo”, assicura il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Servono a “garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi”, spiega.
Le associazioni dell’Autotrasporto iscritte all’albo “apprezzano” l’approvazione immediata delle misure. “Apprezziamo l’impegno dell’esecutivo per dare risposte concrete a un malcontento che sta diventando sempre più diffuso”, afferma il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, Pasquale Russo. Quindi “bene il decreto e le risorse stanziate”, sottolinea.
Scettica Confimprenditori, secondo cui servivano interventi più incisivi sull’autotrasporto. “Pannicelli caldi, utili a sedare qualche protesta, ma tra qualche mese tutto tornerà com’era prima”, avverte il presidente Stefano Ruvolo.
Esprime perplessità sul provvedimento anche il Codacons. “Rischia di determinare rincari dei prezzi al dettaglio per l’88% della merce venduta nei negozi”, stima l’associazione dei consumatori.
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