Iran risponde a Usa, guerra non finita per Israele
L'Iran ha annunciato oggi di aver risposto al piano statunitense volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, che secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "non è finita".
(Keystone-ATS) Il botta e risposta di proposte tra Washington e Teheran per porre fine in modo duraturo alle ostilità non ha portato ad alcuna svolta dall’entrata in vigore del cessate il fuoco l’8 aprile.
La televisione di Stato iraniana ha riferito che la risposta trasmessa domenica, tramite il mediatore pakistano, era “incentrata sulla fine della guerra (…) su tutti i fronti, in particolare in Libano, e sulla garanzia della sicurezza della navigazione marittima”, senza fornire ulteriori dettagli.
Washington non ha reagito immediatamente a questa risposta. Donald Trump ha tuttavia dichiarato stasera che l’Iran non “si prenderà più gioco” dell’America. In un’intervista registrata all’inizio della settimana e trasmessa oggi, Donald Trump ha affermato che gli iraniani sono stati “sconfitti sul piano militare”, ma ha lasciato intendere che l’esercito americano potrebbe “rimanere sul posto altre due settimane e colpire tutti gli obiettivi” identificati, per dare un “tocco finale”.
La guerra “ha permesso di ottenere molti risultati, ma non è finita”, ha affermato Benjamin Netanyahu, sottolineando la spinosa questione del nucleare iraniano. Teheran è accusata di voler dotarsi dell’arma atomica, cosa che nega, difendendo il proprio diritto al nucleare civile. “Ci sono ancora materiali nucleari – uranio arricchito – che devono essere ritirati dall’Iran” e “impianti di arricchimento da smantellare”, ha affermato Netanyahu alla rete televisiva statunitense CBS.
Nel Golfo, lo stretto di Hormuz continua a essere oggetto di un braccio di ferro tra Washington e Teheran, mentre gli attacchi in mare si moltiplicano, nonostante il cessate il fuoco. In Qatar, una nave proveniente da Abu Dhabi è stata colpita da un drone in mattinata nelle acque territoriali, prima di proseguire il suo viaggio, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa. L’agenzia di stampa iraniana Fars ha affermato che “batteva bandiera americana e apparteneva agli Stati Uniti”, senza dire esplicitamente che l’Iran l’aveva preso di mira. Altri paesi del Golfo sono stati colpiti da droni domenica: il Kuwait non ne ha specificato la provenienza, ma gli Emirati Arabi Uniti hanno, da parte loro, accusato direttamente Teheran.
Sin dall’inizio della guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti il 28 febbraio, le monarchie del Golfo, accusate di sostenere Washington, sono state oggetto di attacchi iraniani senza precedenti. Questi attacchi avvengono due giorni dopo che l’esercito americano ha preso di mira due petroliere iraniane nel Golfo di Oman, via d’accesso allo strategico Stretto di Hormuz.
“La nostra pazienza è finita”, ha avvertito Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. “Qualsiasi attacco contro le nostre navi scatenerà una risposta iraniana forte e decisiva contro le navi e le basi” degli Stati Uniti. “Non chineremo mai il capo davanti al nemico, e se si parla di dialogo o di negoziazione, ciò non significa né capitolazione né arretramento”, ha scritto a sua volta su X il presidente Massoud Pezeshkian.
Teheran blocca lo Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra, autorizzando con il contagocce l’attraversamento dello stretto attraverso il quale transita normalmente un quinto del petrolio consumato nel mondo. In risposta, Washington ha imposto un blocco dei porti iraniani dal 13 aprile.
Di fronte a questa paralisi che colpisce l’economia mondiale, il Regno Unito e la Francia si stanno attivando per mettere in piedi una coalizione internazionale volta a garantire la sicurezza dello stretto, una volta concluso un accordo tra Stati Uniti e Iran. Qualsiasi dispiegamento dovrà affrontare una “risposta decisiva e immediata” dell’esercito iraniano, ha avvertito il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, dopo l’annuncio da parte di Parigi e Londra dell’invio di navi militari per presidiare la regione. La Francia “non ha mai previsto” un dispiegamento militare a Hormuz, ma una missione di sicurezza “concertata con l’Iran”, ha precisato il presidente Emmanuel Macron.
La televisione di Stato iraniana ha inoltre annunciato che il capo del comando delle forze armate, Ali Abdollahi, ha incontrato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non appare in pubblico dalla sua nomina a marzo. Mojtaba Khamenei ha fornito “nuove direttive e orientamenti per il proseguimento delle operazioni volte a contrastare il nemico”, ha affermato la televisione.
Sull’altro fronte del conflitto, in Libano, Israele e Hezbollah filo-iraniano continuano i loro attacchi reciproci, nonostante un cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile. Due soccorritori affiliati a Hezbollah sono stati uccisi in due attacchi israeliani nel sud del Paese, ha riferito oggi il ministero della Sanità, secondo cui le operazioni israeliane hanno causato 2.846 morti dall’inizio della guerra il 2 marzo, di cui un centinaio di soccorritori. Nuovi colloqui tra i due paesi vicini sono previsti a Washington il 14 e 15 maggio.