Iran: media, irruzione pasdaran in case famiglie manifestanti morti
Iran International, la tv dei dissidenti iraniani con sede a Londra, riporta che le forze di sicurezza in borghese e i membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie di persone uccise durante le proteste.
(Keystone-ATS) Le forze hanno effettuato incursioni intimidatorie, sparando, lanciando insulti e saccheggiando case nella nella parte orientale di Teheran. Secondo Iran International, i pasdaran hanno ordinato alle famiglie di raccogliere i corpi delle vittime prima dell’alba e di effettuare le sepolture in modo rapido e privato, aggiungendo che saranno addebitate le spese per l’uso di munizioni.
Intanto sono in corso simultaneamente a Teheran e in altre province del paese i funerali dei membri delle forze di sicurezza che sono rimasti uccisi durante le proteste. Le immagini trasmesse dalla tv di Stato mostrano centinaia di persone radunate per le strade di Teheran, Isfahan e Bushehr che sventolano la bandiera della Repubblica islamica ed espongono ritratti della Guida suprema Ali Khamenei durante le cerimonie funebri.
Mentre Internet è quasi totalmente bloccato nel paese dall’8 gennaio, l’agenzia degli attivisti dei diritti umani Hrana afferma che 147 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante le manifestazioni in Iran, mentre i dimostranti uccisi sono almeno 2’403, tra cui 12 minorenni.
Un’analisi pubblicata dal Critical Threats Project (CTP), con sede negli Stati Uniti, suggerisce che le proteste sembrano essersi attenuate dopo giorni di disordini a livello nazionale, con solo sette proteste registrate in sei province ieri, un netto calo rispetto a giovedì scorso, quando sono state documentate 156 manifestazioni in 27 delle 31 province. “Nelle ultime 24 ore non si sono verificati disordini in nessuna città dell’Iran”, ha affermato la tv di Stato iraniana sul suo account X.
Secondo quanto riferito da un residente di Teheran alla CNN, “tutti sanno che si è verificato un massacro, che ha creato un’atmosfera estremamente pesante e tesa”, ha affermato l’uomo di 47 anni, che ha chiesto di rimanere anonimo per motivi di sicurezza.
“Le persone – spiega – sono traumatizzate e trovano persino difficile parlare di ciò che è accaduto. Gli ultimi due giorni sono stati tranquilli”, ha raccontato, con gli spostamenti tra quartieri vietati dopo le 20.00 e una “situazione semi-militare in atto”, anche se le persone si radunavano ancora “nelle proprie aree”.