Iran: media, “si stimano 12’000 uccisi nelle proteste”
"Almeno 12'000 persone, molte under 30, sono state uccise" nelle proteste in Iran. Lo riporta Iran International, in quello che il media di opposizione basato a Londra definisce "il più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran".
(Keystone-ATS) Il massacro sarebbe “avvenuto in gran parte nelle notti dell’8 e 9 gennaio”, viene affermato. La stima del comitato editoriale di Iran International si basa “su un’analisi esclusiva di fonti e dati medici” e la sua diffusione è stata “ritardata fino alla convergenza delle prove”: è stata fatta su un’analisi in più fasi di notizie da più fonti, “tra cui una vicina al Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale”.
Un funzionario iraniano ha intanto dichiarato alla Reuters che durante le proteste in corso dal 28 dicembre e scoppiate a causa della crisi economica sono state uccise circa 2’000 persone. Egli ha attribuito la responsabilità della morte dei civili e delle forze di sicurezza ai “terroristi”, riporta l’agenzia sul suo sito.
Intelligence Teheran, trovati armi e esplosivi USA
Nel frattempo l’agenzia di intelligence iraniana, citata da al-Jazeera, afferma che armi e ordigni esplosivi statunitensi sono stati sequestrati a “membri di una cellula” che li avevano nascosti in diverse case del paese.
Il ministro degli esteri Abbas Araghchi ha annunciato in precedenza che le autorità sono in possesso di registrazioni di voci provenienti dall’estero che impartivano ordini ai manifestanti. Funzionari iraniani hanno accusato gli Stati Uniti e Israele di aver inviato “agenti stranieri” nel paese per istigare alla violenza, pertanto potrebbe essere necessario ricorrere alla forza militare.
Araghchi ha dichiarato oggi ad al-Jazeera che l’Iran ha interrotto l’accesso a internet l’8 gennaio perché erano cominciate “operazioni terroristiche” durante le proteste legate inizialmente a rivendicazioni economiche. “Il governo stava dialogando con i manifestanti. Internet è stato interrotto solo quando ci siamo trovati di fronte a operazioni terroristiche e ci siamo resi conto che gli ordini provenivano dall’estero”, ha affermato il ministro.