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Iran: “Raggiunto un accordo con Oman su Stretto di Hormuz”

Keystone-SDA

Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulle rotte nello Stretto di Hormuz, rende noto il ministero degli esteri di Teheran, citato dall'emittente televisiva panaraba Al Arabiya.

(Keystone-ATS) Il ministero precisa che sono state “concordate le caratteristiche geografiche del percorso” marittimo nello Stretto.

“Una dichiarazione congiunta di Iran e Oman è nelle sue fasi finali”, ha aggiunto il portavoce del ministero, Esmail Baghaei.

I lavori proseguono a patto “che terze parti non vengano a ostacolare il processo”, ha precisato Baghaei, citato dall’agenzia di stampa ufficiale della Repubblica islamica (Irna, controllata dal governo), in un evidente riferimento agli Stati Uniti.

L’accordo sul quale ora dovrà pronunciarsi l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump mira – secondo indiscrezioni mediatiche raccolte dall’agenzia di stampa italiana Ansa – a ripristinare una tregua tra Washington e Teheran per far ripartire i negoziati per un’intesa definitiva sulla navigazione nello Stretto e sulla questione nucleare.

Sulla falsa riga del protocollo d’intesa di Islamabad (Pakistan), si prevede un cessate il fuoco di 60 giorni che potrà essere prorogato, col congelamento degli attacchi da entrambe le parti e la ripresa dei negoziati di giugno per tentare di raggiungere un’intesa non solo sulle rotte commerciali nello Stretto ma anche sul nucleare.

Durante questi due mesi, il traffico in entrata (direzione Golfo Persico) transiterà esclusivamente lungo una corsia settentrionale situata all’interno delle acque territoriali iraniane, ponendo di fatto queste navi sotto la diretta sorveglianza e il controllo di Teheran. Quello in uscita (direzione Mar Arabico) percorrerà una corsia meridionale all’interno delle acque territoriali dell’Oman, gestita dalle autorità di Muscat in stretto coordinamento con l’Iran.

Previsto un piano di 30 giorni per bonificare e rimuovere le mine dalla corsia centrale dello Stretto. Una volta liberata, questa diventerà un corridoio centrale permanente per i flussi in entrambe le direzioni. L’Iran starebbe quindi valutando l’apertura a operazioni di sminamento dello Stretto di Hormuz da parte di paesi europei.

Non si applicheranno pedaggi fissi per i primi 60 giorni. Verrà tuttavia introdotta una “tassa di servizio” finalizzata a coprire le spese per la sicurezza del carico, il personale e la protezione dell’ambiente marino. Allo scadere dei 60 giorni l’Iran prevede di introdurre ufficialmente pedaggi e tariffe di transito obbligatorie per tutte le navi mercantili e le petroliere, ma questo sarà uno dei nodi da sciogliere nelle trattative.

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