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Maurizio Nichetti: involontario scrittore

I ricordi, gli appunti, i copioni che non hanno mai trovato un produttore: Maurizio Nichetti ha raccolto tutto in un libro. Ne è nata una 'Autobiografia involontaria'. In occasione della pubblicazione, abbiamo incontrato l'attore, sceneggiatore e regista al Centro sperimentale di cinematografia di Milano, dove insegna.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2017 - 14:57
Claudio Moschin

"Ho sempre ritenuto inutili le autobiografie. Spesso servono a togliersi sassolini dalle scarpe, sono auto celebrative e nemmeno tanto verificabili. Un conto fossero scritte da altri. Quindi io non lo scriverò mai un libro".

Così diceva tempo fa Maurizio Nichetti, attore, mimo, sceneggiatore, produttore, architetto ma soprattutto famoso regista di film cult come 'Ratataplan', 'Ho fatto splash', 'Ladri di saponette', 'Stefano Quantestorie' e 'Volere Volare'.

Invece è successo: i suoi ricordi, le pagine scritte di getto e i suoi copioni ancora in attesa di un produttore sono stati riuniti in un'unica raccolta che è diventata la sua autobiografia ("involontaria") di memorie.

"Ho scritto con lo sguardo di chi ha fatto di tutto e si è pure divertito molto, raccontando le mie esperienze. Per avere valore l'autobiografia deve servire a chi la legge, che confronta i suoi ricordi; gli aneddoti sono usciti fuori così. Appunto involontariamente”. 

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