Inquilini: no a iniziativa 10 milioni, “non abbassa le pigioni”
L'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni!" finge di lottare contro l'esplosione delle pigioni, ma in realtà la sua applicazione aggraverebbe la situazione delle economie domestiche e non risolverebbe alcun problema dei locatari.
(Keystone-ATS) È la posizione dell’Associazione Svizzera Inquilini (ASI), che invita il popolo a respingere l’oggetto in votazione il 14 giugno.
Secondo l’ASI la proposta di modifica costituzionale mira a porre fine alla libera circolazione delle persone. “Questo provocherebbe uno shock economico, una diminuzione delle rendite e un calo dei salari”, argomenta l’organizzazione in un comunicato odierno. “I redditi diminuirebbero, mentre gli affitti continuerebbero ad esplodere. Per molte economie domestiche, la situazione si aggraverebbe maggiormente”.
“Gli inquilini hanno bisogno di pigioni più basse e di una migliore protezione contro gli abusi, non di un’iniziativa che renderebbe la loro situazione finanziaria ancora più precaria”, afferma Carlo Sommaruga, il presidente dell’ASI e consigliere agli stati socialista ginevrino, citato nella nota.
Se gli affitti esplodono è perché non esiste alcun controllo delle pigioni, sostiene l’associazione. La Confederazione rimane inattiva: il diritto di locazione fissa l’ammontare massimo di un affitto, ma questo non viene applicato. “I grandi gruppi immobiliari approfittano così anno dopo anno di redditi abusivi”, sostiene l’ASI. Secondo i suoi calcoli solo nel 2024 chi è in affitto ha pagato più di 10 miliardi di franchi di troppo per la casa. “In caso di accettazione dell’iniziativa, non cambierà nulla per gli inquilini: le pigioni abusive persisteranno, i profitti esorbitanti pure, mentre il potere d’acquisto continuerà a crollare”. Secondo l’ASI attribuire l’aumento dei canoni all’immigrazione non è corretto: gli affitti hanno continuato a salire indipendentemente dal livello degli arrivi e pure quando il tasso di sfitto era elevato.
Sempre stando all’organizzazione 14 dei 21 membri del comitato d’iniziativa hanno legami diretti con il settore immobiliare: sono quindi “gli stessi ambienti che hanno sistematicamente lavorato negli ultimi anni per indebolire la protezione degli inquilini e per fare impennare gli affitti”. “L’iniziativa del caos” – così viene chiamata dal variegato fronte degli oppositori – “promette agli inquilini un alleggerimento che non verrà loro mai apportato”, dice il vicepresidente ASI Adriano Venuti, le cui dichiarazioni sono a loro volta riportare nel documento per la stampa. “Essa non farà diminuire alcuna pigione e non creerà neppure un alloggio a pigione moderata”, conclude.