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In un anno circa 1500 reclami per negozi online fraudolenti

Keystone-SDA

I negozi online fraudolenti fanno arrabbiare i consumatori in Svizzera. Nel 2025 sono state circa 1500 i reclami inoltrati alla fondazione per la protezione dei consumatori della Svizzera tedesca.

(Keystone-ATS) Complessivamente, lo scorso anno sono pervenute 8640 fra richieste di consulenza, reclami e segnalazioni, ha reso noto oggi la Stiftung für Konsumentenschutz (SKS).

Il modello del “dropshipping” – quando cioè un venditore non gestisce fisicamente i prodotti ma si affida a un grossista – è in testa alla black list dei consumatori con 1530 segnalazioni. Seguono lo shopping online in generale (562 segnalazioni) e il recupero crediti 524).

Il dropshipping non è vietato. Sono tuttavia in crescita i negozi online che attraverso questo stratagemma fingono di essere aziende svizzere tradizionali. Risultato: dopo una lunga attesa, l’ordine viene spesso evaso con un pacco di merce di scarsa qualità proveniente direttamente dalla Cina. Senza contare che in questi negozi, la restituzione o il rimborso sono praticamente impossibili.

L’organizzazione consumeristica mette in guardia da simili truffe. La fondazione tiene un elenco dei siti web fraudolenti e durante l’estate ha denunciato diversi gestori di negozi. Molti clienti continuano tuttavia a farsi ingannare dai siti web dal design professionale.

Incontri online e aziende telecom

Anche i servizi e gli abbonamenti acquistati online sono spesso oggetto di controversie. I siti di incontri online si distinguono in modo particolarmente negativo per le fatture relative ad abbonamenti non portati a termine o già disdetti. Il legislatore deve finalmente garantire che su Internet si svolga un commercio equo, scrive la SKS nella nota.

Nella lista nera dei consumatori figurano anche le aziende di telecomunicazioni. Fatture errate o aumenti di prezzo nonostante la promessa di un “prezzo a vita” sono all’ordine del giorno. Nel 2025, Sunrise in particolare ha causato un crescente malcontento perché non accetta più le disdette scritte. Una causa intentata dall’associazione per la tutela dei consumatori nel settembre 2024 è ancora pendente.

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