Il riccio, “animale dell’anno”, ha sofferto a causa della siccità
Eletto "animale dell'anno", il riccio sta vivendo un 2026 difficile. Ha in particolare sofferto di carenza di cibo a causa dell'estate calda e secca. Il risultato: un numero molto elevato di giovani ricci sono rimasti orfani.
(Keystone-ATS) I centri di accoglienza in diverse regioni svizzere (Berna, Basilea Campagna, Argovia, Zurigo e Lucerna) hanno segnalato un’insolita recrudescenza di giovani ricci orfani e di madri fortemente dimagrite, ha annunciato stasera l’associazione pro Igel (“riccio” in tedesco).
I ricci si nutrono principalmente di piccoli invertebrati come coleotteri e insetti. Ma il caldo e la siccità persistenti hanno fortemente ridotto queste specie, limitando le risorse alimentari dei ricci.
La carenza ha colpito in modo particolare le madri, soprattutto durante il periodo di allevamento dei piccoli. “Le madri hanno abbandonato i loro piccoli perché non riuscivano a trovare cibo a sufficienza”, scrive Anja Straumann, dell’associazione regionale Igelhilfe Baselbiet.
Le conseguenze si fanno sentire ancora quest’autunno. Per i piccoli nati in ritardo o indeboliti, la mancanza di riserve per superare l’inverno mette a rischio la loro vita. Pro Igel raccomanda habitat naturali e interconnessi, nonché un apporto alimentare mirato a base di cibo per gatti e la disponibilità di punti d’acqua.
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