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Il Papa alle Canarie, “l’Europa non può avere mari come cimiteri”

Keystone-SDA

"L'Europa non può avere mari come cimiteri". Papa Leone XIV, in visita oggi a Gran Canaria, terza tappa del suo viaggio apostolico in Spagna, prova a squarciare i muri dell'indifferenza se non proprio del rifiuto del dramma dei migranti sulla scia di papa Francesco.

(Keystone-ATS) Stamane dal porto di Arguineguín, punto di approdo dei viaggi della speranza della rotta atlantica (solo nel 2025 delle oltre 3’000 persone morte nel tentativo di raggiungere la Spagna via mare, 1’906 l’hanno persa qui), anche lui, come già fece papa Bergoglio l’8 luglio del 2013 a Lampedusa, ha gettato in mare una corona di fiori per commemorare tutti quelli che, inghiottiti dai flutti o dalle negligenze dei soccorsi, l’approdo non lo hanno visto e sono andati a picco aggrappandosi ai resti dei cayucos e dei pateras, le imbarcazioni di fortuna maggiormente utilizzate.

Leone ha sferzato: “non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?”

Iniziando il suo denso discorso, papa Prevost si è voluto innanzitutto inchinare, sottolineando nel testo il gesto del capo, per richiamare l’inviolabile dignità umana che, ha detto, “non ha passaporto e non conosce frontiere”.

“L’Europa si faccia un esame di coscienza, non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi”, ha scandito quindi dal molo della “verguenza”, quello dove durante una grave crisi umanitaria nel 2020 circa 3’000 persone furono trattenute in condizioni più che precarie prima che il governo, che le aveva tenute in un’area progettata per 400 persone, cedesse alle pressione di realtà come la Caritas locale, per attivare una più adeguata struttura di accoglienza.

Una definizione, quella di “molo della vergogna” che non a tutti piace in Spagna, dove molti, e tra questi il presidente del governo Pedro Sánchez che ha accolto lui stesso il pontefice all’arrivo nella base aerea di Gando, ritengono superata, mentre vorrebbero maggiore aiuto dagli altri membri dell’Unione europea nella gestione degli arrivi.

“La dignità umana esige vie legali e sicure – ha insistito il papa – , soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione”.

Alle donne vittime di tratta, Prevost ha riservato quasi un capitolo a parte: “ogni vita umana è una benedizione, nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla”.

“Se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo – ha detto rivolgendosi a Blessing, una donna che non può uscire allo scoperto essendo ricercata dai suoi trafficanti di cui una volontaria ha letto però una lettera -, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile. Se ti hanno trattata come una cosa, la Chiesa vuole dirti oggi: sei figlia e sorella”, “la tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male, il tuo corpo non appartiene a chi si è approfittato di te”, e “ha una dignità che nessuno può strapparti”.

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