Il Libano ricorda gli attacchi israeliani con i cerca-persone
In Libano si ricorda oggi il primo anniversario degli attacchi terroristici israeliani con i cerca-persone e con i walkie talkie contro la comunità di Hezbollah, il partito armato anti-israeliano.
(Keystone-ATS) In quegli attacchi, tra il 17 e il 18 settembre 2024, una trentina di persone, tra cui una bambina di 10 anni, sono state uccise e altre 2.931 sono rimaste ferite, molte delle quali sfigurate e menomate a vita, con gravi lesioni agli occhi, al viso, allo stomaco.
Tra le vittime si contano membri di Hezbollah ma anche moltissimi civili, donne e persone non collegate direttamente al partito libanese.
Il 30% dei feriti è diventato cieco
In seguito agli attacchi, compiuti con cerca-persone e walkie talkie in dotazione agli Hezbollah ma manomessi dai servizi di sicurezza israeliani, lo scorso febbraio, durante una sua visita alla Casa Bianca, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha regalato al presidente americano Donald Trump un modellino in oro di un cerca-persone in segno di riconoscimento per il sostegno americano a Israele.
Citato oggi dal quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, il medico libanese Elie Warrak, ha dichiarato che una concentrazione così elevata di ferite agli occhi non ha precedenti nella storia. “Abbiamo dovuto eseguire 550 operazioni solo nei tre ospedali che gestivamo. Non riuscivo a distinguere i pazienti perché avevano tutti il volto bruciato”. L’attacco ha lasciato profonde conseguenze: almeno il 30% delle vittime è diventato cieco, secondo le fonti sanitarie libanesi.