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Il design umanitario esposto al Museo della Croce Rossa di Ginevra

Keystone-SDA

Il design occupa un ruolo di primo piano anche nell'umanitario. Quasi 200 oggetti e opere sono esposti da domani e fino al 29 agosto 2027 al Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa di Ginevra (MICR).

(Keystone-ATS) La mostra “Humanitarian, by Design?” esplora gli oggetti comunemente utilizzati nell’ambito dell’azione umanitaria e si chiede cosa rivelino riguardo alle vite di coloro che ne dipendono, si legge sul sito web del museo. Per il lavoro umanitario, “abbiamo bisogno di oggetti”, ha spiegato a Keystone-ATS il direttore del MICR Pascal Hufschmid. “Non sono mai neutri ma il risultato di una scelta.”

In una prima parte, l’esposizione mostra dei kit di pronto soccorso e delle protesi, di cui la maggior parte viene rivelata al pubblico per la prima volta. Non tutti sono stati utilizzati, poiché non erano adatti alla situazione sul campo. Ne è la prova, ad esempio, una protesi frutto della collaborazione tra il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) e il Politecnico federale di Losanna (EPFL).

“C’è una tensione” fra il bisogno di standardizzazione per aiutare il più gran numero di persone e quello, individuale, dei beneficiari, fa notare Hufschmid.

Oggetti adattati e improvvisati

“Si tende a considerare il lavoro umanitario come una soluzione già pronta”, ma la mostra smentisce questa idea, secondo il direttore. L’esposizione mostra infatti come alcuni oggetti siano stati adattati e trasformati in base alle necessità. È il caso, ad esempio, di un kit di pronto soccorso improvvisato da un’infermiera durante la Prima guerra mondiale.

La seconda parte dell’esposizione si concentra sull’esperienza umana negli spazi, siano essi dei campi, delle zone di attesa o delle infrastrutture umanitarie. Questi diventano spesso “informali” e “spontanei”, stando a Hufschmid.

Sono esposte anche delle taniche di benzina utilizzate in Africa per segnare il proprio posto in fila in caso di assenza momentanea. Un’opera video in 3D simboleggia invece il periodo di transizione tra la lotta armata e il ritorno alla vita normale per i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC).

Ciò spinge il pubblico a porsi la domanda che il direttore del MICR reputa centrale, “in che modo mi riguarda?”. Ciascuno può applicarla al suo spazio, anche a Ginevra, dice.

Racconti e immaginari umanitari

Nella terza parte, i beneficiari condividono il loro immaginario e i loro racconti. Sono esposte sette poesie, mentre una proiezione raccoglie decine di migliaia di immagini condivise sui social network dagli stessi beneficiari.

L’esposizione si basa sulle collezioni del MICR e su lavori in Colombia, Repubblica democratica del Congo e Svizzera. La mostra è coprodotta dalla Scuola superiore di arte e design (HEAD) di Ginevra, che firma la scenografia in strutture metalliche delle tende, dal Geneva Graduate Institute (istituto di ricerca e formazione specializzato in studi internazionali), dall’EPFL e dall’Università di Copenaghen che hanno collaborato attraverso il progetto di ricerca “The Future of Humanitarian Design”.

https://redcrossmuseum.ch/fr/

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