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Il colosso tedesco Axel Spinger acquista il britannico Telegraph

Keystone-SDA

Svolta nel panorama editoriale britannico: il Telegraph, storico giornale d'opinione conservatore, sostenitore in passato della Brexit, passa nelle mani del colosso tedesco Axel Springer, che ne ha annunciato l'acquisizione per 575 milioni di sterline.

(Keystone-ATS) La cifra corrisponde a oltre 660 milioni di euro, come si legge sul sito della medesima testata.

L’annuncio, salvo eventuali interventi del governo o delle autorità di sorveglianza sulla libertà dei media nel Regno Unito, segna la fine di una serie di vicissitudini per il Telegraph. Iniziate con la sua messa in vendita negli anni scorsi per debiti (assieme ad altre testate di destra cedute separatamente) dai fratelli Barclay, due miliardari londinesi, per passare poi attraverso la fallita scalata operata da una cordata formata dal fondo americano Red Bird assieme a un fondo degli Emirati, bloccata a causa del timore di condizionamenti d’interessi esteri da parte dei candidati soci arabi.

Fino alla controversa offerta ‘nazionale’ avanzata di recente dal proprietario del tabloid Daily Mail, lord Jonathan Rothermere, il cui tentativo di dar vita a un quasi monopolio sulla stampa destrorsa dell’isola aveva suscitato riserve da più parti, governo laburista di Keir Starmer compreso. E ora alla decisiva entrata in campo a sorpresa di Axel Springer, che in Germania controlla fra l’altro il quotidiano Die Welt e il popolare tabloid Bild, entrambi soggetti a tagli di organico nel 2023.

Mathias Döpfner, patron del gruppo tedesco (che l’anno scorso ha dichiarato ricavi pari a 3,8 miliardi di euro, con 738 milioni di profitti), ha ricordato come Axel Springer avesse tentato di comprare il Telegraph nel 2004 senza successo. “Ora il nostro sogno diventa realtà”, ha aggiunto, assicurando rispetto dell’autonomia e della continuità di linea editoriale.

“Diventare proprietari d’una istituzione di qualità del grande giornalismo britannico è un onore e un privilegio”, ha proseguito, rammentando come la holding tedesca, attualmente uno dei massimi gruppi giornalistico-editoriali al mondo, sia stata “fondata nel 1946 proprio su licenza british, ispirata dalla tradizione di Fleet Street”. Si è infine impegnato a “far crescere” e rilanciare il giornale londinese, mantenendone al contempo intatto “il carattere distintivo e l’eredità” del “punto di riferimento in lingua inglese” di una certa tradizione “intellettuale di centro-destra”.

Axel Springer possiede già, nel suo portafogli internazionale, testate anglofone quali Politico, Business Insider e la newsletter Morning Brew. Ma nessuna di queste ha un peso significativo sul mercato del Regno, tanto da far escludere allo stesso Telegraph la possibilità concreta di contestazioni da parte di governo e authority britanniche per timori legati alla concorrenza o al pluralismo dell’informazione.

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