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Il 15% delle colonie di api svizzere non ha superato l’inverno

Keystone-SDA

(Keystone-ATS) Lo scorso inverno, il 15% delle colonie di api in Svizzera e nel Liechtenstein non è sopravvissuto. Alcune delle perdite possono essere attribuite alla Varroa, un acaro parassita, ma il dito è puntato anche contro la mancanza di biodiversità.

Il tasso di perdite è stato in linea con la media degli anni precedenti, scrive oggi in una nota l’organizzazione mantello degli apicoltori svizzeri Apisuisse. I dati si basano su un sondaggio annuale realizzato presso 1313 apicoltori.

Oltre alle perdite invernali, fra agosto e ottobre è andato perso il 7,4% delle colonie. Inoltre, stando al sondaggio, circa il 10% delle colonie di api svernate era troppo debole per svilupparsi quest’anno in una colonia forte.

Nel secolo scorso, si registravano spesso perdite fino al 10% che erano considerate “normali”. Ma dall’inizio del nuovo millennio – si legge ancora nella nota -, si registrano tassi che oscillano a livelli più alti.

Carenza di cibo e di biodiversità

Fra le cause delle perdite c’è l’acaro Varroa, che secondo il sito dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) può causare la morte di intere colonie di api. Altre cause sono ancora poco chiare, scrive Apisuisse.

Una possibile causa è la carenza di cibo. Tutte le specie di api hanno bisogno di una gamma diversificata di fiori per il loro sviluppo, che fornisca loro nettare e polline durante la stagione. Solo così le api possono prepararsi in modo ottimale all’inverno. Soprattutto nei mesi estivi, questa varietà di fiori è carente in molte regioni.

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