I giovani preoccupati si rivolgono all’IA
Le crisi globali preoccupano i giovani in Svizzera, che si rivolgono sempre più spesso all'Intelligenza artificiale (IA) per cercare sostegno. È quanto emerge da uno studio condotto da Pro Juventute insieme al servizio psichiatrico dell'Università di Zurigo.
(Keystone-ATS) La maggioranza dei giovani intervistati per lo studio, con una quota dell’88%, ha dichiarato di sentirsi bene da un punto di vista psicologico. I fattori di protezione più importanti rimangono i genitori e le buone amicizie, si legge in un comunicato odierno che accompagna la ricerca.
D’altro canto si conferma quanto emerso dal primo studio condotto nel 2024: un giovane su dieci è in trattamento psicoterapeutico, con il doppio della frequenza fra le ragazze. Circa un quarto si sente non compreso dai genitori e un terzo afferma che la scuola non prepara adeguatamente alla vita. Proprio la scuola rimane peraltro la principale fonte di pressione.
Un giovane su dieci, in caso di problemi, si rivolge a un’IA. Con una frequenza simile, ragazze e ragazzi si rivolgono ai servizi specialistici e di consulenza, come ad esempio il numero d’emergenza 147 della stessa Pro Juventute.
Più in generale, dallo studio emerge che ragazze e giovani donne si sentono decisamente peggio rispetto ai maschi. Più della metà è preoccupata per la propria salute mentale; una su tre si sente spesso stanca ed esausta. Più problemi si registrano anche fra i giovani i cui genitori non provengono entrambi dalla Svizzera.
A preoccupare circa un terzo dei giovani è la situazione mondiale e la società. Rispetto allo studio del 2024 sono aumentate soprattutto le preoccupazioni per le guerre, con il 40% che si sente turbato da questo tema, contro circa un quarto nella prima rilevazione.
Per il sondaggio sono stati intervistati 960 giovani in Svizzera, di età compresa tra 14 e 25 anni, provenienti dalle tre principali regioni linguistiche.