I cittadini svizzeri votano su immigrazione e servizio civile
I cittadini svizzeri si recano oggi alle urne per pronunciarsi sull'iniziativa popolare dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!" e su un inasprimento dei requisiti per l'accesso al servizio civile, contestato tramite referendum.
(Keystone-ATS) La tensione intorno all’iniziativa democentrista è palpabile. Il “sì” e il “no” sono testa a testa nei sondaggi. Secondo gli ultimi rilevamenti di SSR e 20 Minuten/Tamedia, il “no” sarebbe in vantaggio con il 52%. Un terzo sondaggio condotto dall’istituto YouGov prevede il 55% di voti contrari. Si tratta di una leggera tendenza al “no” che si è intensificata nel corso delle settimane.
I due schieramenti si stanno dando battaglia da diversi mesi e i budget per la campagna sono esplosi, arrivando a un totale di 15 milioni di franchi.
Con la sua iniziativa, l’UDC intende limitare il numero di residenti in Svizzera a dieci milioni entro il 2050. Attualmente sono 9 milioni. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero adottare misure non appena la popolazione supererà i 9,5 milioni. I democentristi intendono intervenire in via prioritaria sull’immigrazione. Se queste misure non fossero sufficienti, Berna dovrebbe rescindere i trattati internazionali, compreso quello sulla libera circolazione concluso con l’UE.
Gli oppositori temono che la carenza di personale, soprattutto nel settore sanitario, possa aggravarsi. Inoltre, l’iniziativa potrebbe provocare un aumento delle richieste di asilo e rischia di peggiorare le relazioni con Bruxelles.
Il servizio civile un’eccezione
Sostenitori e oppositori della riforma del servizio civile sono rimasti molto discreti durante tutta la campagna. Secondo gli ultimi sondaggi, la proposta dovrebbe essere accettata. Il progetto attua in modo rigoroso l’obbligo costituzionale per gli uomini di prestare servizio militare.
Il fronte del sì ricorda che il servizio sostitutivo deve rimanere un’eccezione. Attualmente, però, è “troppo attraente” rispetto al servizio militare. La situazione geopolitica attuale richiede un esercito efficiente, sottolineano i sostenitori.
Gli oppositori criticano invece una riforma che farà calare il numero dei civilisti del 40%. Si sentirà la mancanza di personale proprio dove ce n’è più bisogno: ospedali, case di cura, scuole, protezione dell’ambiente, agricoltura o economia alpina. Inoltre, l’esercito non trarrà alcun vantaggio dall’inasprimento previsto.
La modifica di legge prevede sei misure mirate per rendere più difficile il passaggio dal servizio militare a quello civile. Fra le altre cose, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.
Votazioni cantonali ed elezioni
Oltre alle votazioni federali, sono previste per oggi una serie di votazioni in 16 cantoni. Uno dei piatti forti in questo senso lo si trova a Zurigo, dove dominerà l’argomento della crisi abitativa: due iniziative mirano a tutelare gli inquilini dalle disdette collettive e a promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili.
Si terranno però anche le elezioni del Governo e del Gran Consiglio nei Grigioni. Per il rinnovo del Consiglio di Stato di presentano nove candidati: cinque uomini e quattro donne. Si preannuncia una battaglia in particolare per occupare il seggio del “ministro” uscente Jon Domenic Parolini (Centro). L’engadinese dovrà lasciare il suo posto a causa dei limiti di mandato.
A Basilea Campagna si terrà poi una suppletiva per sostituire Isaac Reber, membro dimissionario del governo cantonale.