Houthi conquistano altro terreno
Gli Houthi hanno conquistato l'ultimo tratto della costa yemenita sul Mar Rosso, portando a termine un'offensiva durata 18 ore che garantisce loro il pieno controllo dell'intero litorale. Lo riferiscono i corrispondenti sul campo di al Jazeera.
(Keystone-ATS) Anche la France Presse conferma che i ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran hanno completato il controllo dell’area di Bab al-Mandeb.
Con le forze governative già ritiratesi da Mocha, scrive al Jazeera, i combattenti Houthi hanno incontrato scarsa resistenza nell’avanzata verso sud, “conquistando Dhubab e poi Murad, l’ultima città costiera ancora nelle mani del governo”. Le forze navali hanno poi proseguito “l’offensiva in mare, conquistando l’isola di Mayyun nello stretto di Bab al-Mandeb e aprendo la strada con la forza verso l’isola di Zuqar, dove gli scontri sono ancora in corso”.
Secondo testimoni citati dalla Afp, lungo la costa si nota “il dispiegamento di mezzi e forze militari”.
Preoccupazione ONU
Nello Yemen è ripresa una guerra su vasta scala, dopo oltre quattro anni di relativa calma. In particolare i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva contro Mokha, la città portuale situata a circa 75 chilometri dallo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio marittimo che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è una rotta vitale per il commercio e l’energia globali. È quanto ha spiegato l’inviato speciale delle Nazioni Unite Hans Grundberg al Consiglio di Sicurezza, affermando che “Ansar Allah (gli Houthi, ndr) si è garantito così una presenza diretta vicino a uno degli stretti più vitali del mondo”, aggiungendo che ciò solleva “serie preoccupazioni” circa i rischi per la libertà di navigazione.
Grundberg ha riferito inoltre che i combattimenti sono sempre più intensi. Dall’inizio del mese, gli scontri tra gli Houthi e le forze governative si sono estesi da Taiz e Hodeidah a Marib, Al-Jawf e Al-Bayda e civili sarebbero rimasti uccisi in diverse province, mentre i bombardamenti contro i campi profughi di Marib avrebbero causato la morte di bambini e distrutto i rifugi.
“La questione che ora si pone alla comunità internazionale non è più se la guerra in Yemen riprenderà, ma come rispondere a una nuova fase, più pericolosa”, ha avvertito Grundberg che ha esortato il Consiglio di Sicurezza a impegnarsi per impedire che il conflitto si estenda oltre i confini dello Yemen.