Guerre e caldo frenano i viaggi, fatturato tour operator in calo
Le incertezze geopolitiche e l'aumento dei prezzi stanno mettendo in difficoltà i tour operator elvetici.
(Keystone-ATS) La Federazione svizzera di viaggi (FSV) – cioè l’associazione che riunisce le agenzie del settore – prevede per l’intero anno un calo del fatturato tra il 5 e il 10%. Particolarmente spettacolare è il crollo dell’interesse suscitato dagli Stati Uniti.
“È proprio nei periodi di incertezza che il valore aggiunto della consulenza personalizzata emerge chiaramente”, afferma in un comunicato la direttrice Andrea Beffa, commentando un contesto di mercato complesso, segnato da un’estate particolarmente calda che ha frenato le prenotazioni last minute. Ma pesante è stato soprattutto l’impatto del conflitto in Medio Oriente: i membri della FSV hanno gestito oltre 3400 modifiche di prenotazione, elaborato più di 20’000 richieste di clienti e rimpatriato oltre 1600 viaggiatori, sostenendo costi aggiuntivi per più di 2,3 milioni di franchi.
Sulla scia di pacchetti turistici con un costo leggermente superiore a quello dello scorso anno, la clientela elvetica sta mostrando una crescente prudenza: si riduce il numero di viaggi, mantenendo però nel contempo alta l’attenzione sulla qualità delle prestazioni. Per le vacanze estive al mare, Spagna, Grecia e Turchia restano le destinazioni preferite, mentre sul lungo raggio Canada, Thailandia e Maldive guidano la classifica, con una domanda in crescita in particolare per le mete più fresche. Per l’autunno, Grecia, Cipro, Maiorca, Egitto e Canarie sono le mete più gettonate, con la Tunisia in forte ascesa, mentre per l’inverno Egitto, Gran Canaria e Tenerife mantengono il loro fascino sul medio raggio, e Mauritius, Maldive e Thailandia dominano il lungo raggio.
Un capitolo a parte è da dedicare agli Stati Uniti del presidente Donald Trump, che sembrano non piacere più ai turisti svizzeri: nei primi sei mesi del 2026 le partenze per gli Usa sono scese del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, con appena 120’000 ingressi registrati nel paese oltre Atlantico. “Se questo trend continuerà sino a fine anno per il 2026 si prevedono circa 300’000 partenze dalla Svizzera”, spiega Beffa all’agenzia Awp in margine a una conferenza stampa odierna, precisando che si tratterebbe del dato più basso dal 2007. Il crollo segue al calo dell’11% già registrato lo scorso anno, quando gli ingressi si erano fermati a 361’000. Dall’inizio della presidenza Trump il paese ha perso quindi un quarto dei visitatori elvetici.