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GR: uno sguardo sul mondo dell’artista Heiner Kielholz

Keystone-SDA

Per la prima volta dopo 12 anni vengono nuovamente esposti acquerelli e dipinti ad olio di Heiner Kielholz al Museo d'arte dei Grigioni. Le opere dell'artista, che vive fra la Valposchiavo e la Valtellina, offrono uno squarcio sul suo stile di vita nomade e semplice.

(Keystone-ATS) I piccoli quadri sembrano quasi perdersi fra le ampie pareti bianche del Museo d’arte a Coira. Guardandoli più da vicino si entra in modo discreto nel mondo dell’artista di origini argoviesi. Portare quel mondo di nuovo alla luce e agli occhi del pubblico non è stata una cosa scontata secondo il direttore artistico Stephan Kunz.

“È necessario costruire un rapporto di fiducia per convincerlo ad esporre i suoi quadri. La sera prima del vernissage infatti chiede se sia davvero necessaria un’esposizione”, ha raccontato Kunz a Keystone-ATS in occasione della presentazione della mostra ai media.

Kielholz è un grande sconosciuto nell’arte svizzera. Intorno agli anni 70 è stato un esponente degli artisti avanguardisti svizzeri e ha esposto a livello internazionale. In seguito si è ritirato e ha viaggiato per il mondo senza avere fissa dimora per 20 anni. Ha visitato l’Italia, la Grecia, i paesi dei Balcani. Uno spirito libero, a volte sfuggente, che dal 1992 ha trovato dimora fra le montagne valposchiavine e valtellinesi.

Un mondo in contrasto

La vista da una finestra con un ciliegio in fiore, la stufa a legna, il suo cappotto e cappello appesi: I quadri mostrano la vita semplice e ritirata di Kielholz fra San Carlo a nord di Poschiavo e San Rocco nelle vicinanze di Teglio, in Valtellina. Scorci che Stephan Kunz definisce “immagini incantevoli” e su cui vale la pena soffermarsi. “Negli ultimi 15 anni dipinge il suo ambiente più vicino, si limita a ciò che ha, e non ha quasi nulla. È una sorta di mondo alternativo che contrasta con tutta la commercializzazione e l’attività che ci circonda. Ci mostra qualcosa di diverso, che vale la pena considerare”.

Nelle sue opere i contrasti sono tenui. Nei quadri prevalgono i colori pastello, toni naturali. Il Museo espone anche alcuni dei suoi rari quadri che mostrano l’esterno, la vista fuori dal suo semplice mondo. Un dipinto a mezzo cerchio intitolato “Alpe Orobie” mostra le montagne e il cielo. “L’ha dipinto prima della pandemia come una critica silenziosa al tempo. Durante la pandemia, ha notato quanto possa essere bello, vasto e luminoso il cielo senza le scie degli aerei”, ha spiegato Kunz, che conosce Heiner Kielholz da oltre quarant’anni.

Nel catalogo redatto per la mostra l’artista viene definito “il maestro della riduzione”. Fra gli angoli delle sue case, dipingendo i pochi oggetti che lo circondano, si riscopre la ricchezza di un mondo modesto. Una protesta silenziosa contro la frenesia che ci circonda.

Le opere al Museo d’arte dei Grigioni a Coira potranno essere ammirate dall’11 aprile fino al due agosto.

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