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GR: un Fondo cantonale per pericoli naturali? Il Governo dice “no”

Keystone-SDA

Secondo l'esecutivo retico non è opportuno istituire un Fondo cantonale per prevenire e gestire i pericoli naturali. Questo perché vincolerebbe ingenti mezzi finanziari, si legge in una risposta all'interpellanza della granconsigliera del Centro Eleonora Righetti.

(Keystone-ATS) “Nel contesto dell’alluvione in Mesolcina, i deputati del Moesano si erano già rivolti al Governo evidenziando l’importanza di un rafforzamento continuo delle misure preventive e delle strategie di protezione del territorio, considerato che episodi simili sono destinati a verificarsi con maggiore frequenza anche nel nostro Cantone”, si legge nell’interpellanza della deputata mesolcinese, depositata lo scorso dicembre.

Nella sua risposta, pubblicata oggi, il Governo scrive che “la struttura federalista e il principio di sussidiarietà si sono dimostrati efficaci nel settore della gestione dei pericoli naturali, così come gli strumenti di finanziamento esistenti”. Alcune lacune potrebbero essere colmate adeguando la compensazione individuale dei casi di rigore per oneri speciali nel quadro della perequazione finanziaria. “A titolo di novità il Governo dovrebbe poter concedere un contributo fino a tre milioni di franchi per gli aiuti immediati e la gestione amministrativa in caso di catastrofe”, continua la risposta.

Archiviata l’idea del Fondo federale

L’idea di un fondo per i pericoli naturali ha origine a livello federale. A seguito delle alluvioni in Mesolcina, in Vallemaggia, nonché nei Cantoni Vallese e Berna nell’estate del 2024 il consigliere agli Stati ticinese Fabio Regazzi (Centro) aveva inoltrato un’iniziativa parlamentare, che chiedeva l’istituzione di un fondo federale in caso di catastrofi naturali. Esso avrebbe dovuto essere dedicato alla gestione delle emergenze causate da catastrofi naturali, in modo da garantire le necessarie risorse per indennizzare rapidamente ed efficacemente le comunità colpite, così come accade nei paesi confinanti.

L’idea ha trovato terreno fertile anche nei Grigioni, cantone che nell’ultimo decennio è stato più volte confrontato con disastri naturali: dalla frana di Bondo nel 2017, a quella di Brienz/Brinzauls nel 2023 e gli anni successivi, all’alluvione in Mesolcina nel 2024. Catastrofi che hanno causato diverse vittime e danni per decine di milioni di franchi.

Tornando a livello federale, il consigliere federale Albert Rösti aveva sostenuto in un’intervista radiofonica del maggio 2025 che l’aiuto finanziario straordinario di 36 milioni di franchi per i Cantoni toccati doveva rimanere un unicum. Secondo il “ministro” UDC, l’idea del fondo era sbagliata. A suo parere, l’auto-aiuto nelle zone toccate dalla catastrofi dev’essere prioritario.

Rösti – come ora pure il Governo grigionese – aveva anche evocato nel suo intervento il principio di sussidiarietà che vige fra comuni, Cantoni e Confederazione. Quest’ultima può intervenire solo quando un comune o un Cantone è sopraffatto dagli eventi. In casi veramente gravi, la Confederazione può allora pronunciarsi per contributi volontari alle zone devastate dal maltempo.

L’interpellanza della granconsigliera mesolcinese verrà discussa in Gran Consiglio probabilmente nella sessione di aprile.

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