GR: ultima chance per l’ospedale di Samedan, presentato nuovo piano
Una nuova struttura di diritto pubblico, chiamata "Sanadura", dovrà assicurare l'assistenza sanitaria in Alta Engadina e con essa anche l'attività dell'ospedale di Samedan. Si tratta dell'ultima chance per salvare il nosocomio: serviranno quasi 20 milioni di franchi.
(Keystone-ATS) Se il nosocomio di Samedan, il secondo più grande del Canton Grigioni, fosse un paziente, si potrebbe dire che si trova fra la vita e la morte. A seguito della bocciatura del credito salvavita di 50,8 milioni di franchi per gli accordi di prestazione fra gli undici Comuni dell’Alta Engadina e la Fondazione Sanitaria Alta Engadina (FSAE) è necessario riorganizzare l’assistenza sanitaria nella regione. A fine marzo la FSAE sarà insolvente e verrà dunque sciolta.
I vertici della FSAE hanno presentato stasera alle autorità dei diversi comuni altoengadinesi il nuovo ente di diritto pubblico “Sanadura”, che si occuperà della gestione e delle finanze dell’ospedale di Samedan, del servizio Spitex e delle case di cura. Secondo Nora Saratz Cazin, vicepresidente del Consiglio di Fondazione della FSAE, è la forma giuridica migliore per affrontare la situazione attuale. E malgrado non sia stato facile trovare un nome per questo nuovo ente, “Sanadura” è azzeccato. “Contiene la parola sanità e ha un riferimento temporale, perché si tratta di garantire un’assistenza sanitaria a lungo termine”, ha spiegato Saratz Cazin.
La nuova istituzione verrà creata solo se almeno sette degli undici Comuni dell’Alta Engadina approveranno la legge che permette la creazione di “Sanadura” e solo se questi rappresenteranno la metà della popolazione votante nella regione.
Le votazioni si terranno il 4 febbraio in assemblea comunale. Gli aventi diritto di voto di St. Moritz si esprimeranno l’8 marzo alle urne.
Nuovi accordi in votazione
I votanti dovranno esprimersi su tre nuovi accordi di prestazione. Il primo garantirà l’assistenza medica tramite un nuovo contratto con l’ospedale cantonale di Coira e la Clinica Gut con sede a St. Moritz. “L’offerta di prestazioni comprenderà un pronto soccorso 24 ore su 24, letti di monitoraggio dei pazienti e la possibilità di assistere persone gravemente malate o ferite, il reparto maternità, offerte ambulatoriali specialistiche (ad esempio dialisi e oncologia) e assistenza di base per trattamenti di emergenza e programmabili”, si legge in un comunicato odierno. L’ospedale cantonale ha confermato la sede di Samedan sia per le cure ambulatoriali che stazionarie.
Questo contratto sarà valido fino alla fine del 2026. Un accordo pluriennale verrà preparato entro la fine dell’anno e posto in votazione quest’autunno. Se i votanti dovessero bocciare questo piano, l’ospedale di Samedan chiuderà i battenti. “Ciò significa che non verranno più ammessi pazienti e quelli presenti nell’ospedale verranno trasferiti”, ha spiegato Jürg Girschweiler, amministratore esterno della società zurighese specializzata in diritto delle esecuzioni e delle procedure concorsuali, durante la serata informativa a Pontresina.
Due altri accordi di prestazioni sono necessari per garantire la cura a lungo termine, che comprende le case anziani e il servizio Spitex. Il piano prevede che “Sanadura” possa gestire direttamente i servizi o affidarne la gestione a terzi.
Da 350 a 180 impieghi a tempo pieno
Il CEO della Clinica Gut, Silvan Breitenmoser, ha presentato i dettagli del modello operativo per l’ospedale di Samedan. L’obiettivo è di rinunciare a tre dei sette piani del nosocomio, riducendo l’offerta a ciò che è veramente necessario. “Abbiamo elaborato il nostro modello, definito cosa vogliamo fare e in che quantità, e su questa base abbiamo infine calcolato un piano per il personale”, ha continuato Breitenmoser. A partire dal primo aprile il nosocomio potrebbe contare 180 impieghi a tempo pieno. L’organico verrebbe così dimezzato. Nei settori della gastronomia e delle pulizie al momento non è chiaro chi fornirà queste prestazioni in futuro, secondo il CEO.
Necessari milioni per il nuovo ente
Ma quanto costerà questo nuovo inizio? Secondo i vertici della FSAE le risorse finanziarie differiscono “sostanzialmente” dai precedenti progetti, naufragati l’anno scorso alle urne. In totale – fra capitale iniziale, spese di esercizio ricorrenti e prestiti – i Comuni dovranno versare 19,55 milioni di franchi. Quasi una decina in meno dei 27,8 milioni previsti per il 2026 dall’accordo di prestazioni bocciato alle urne.