GR: sentenza definitiva, le tracce della sentenza del Cengalo
La sentenza che ha prosciolto i cinque imputati per la morte di otto escursionisti travolti dalla frana del Pizzo Cengalo che il 23 agosto 2017 invase la Val Bondasca (GR), è definitiva.
(Keystone-ATS) Né i familiari né l’accusa intendono ricorrere in appello. Una panoramica sugli effetti di questa sentenza per certi tratti storica.
Il crollo di tre milioni di metri cubi di materiale nell’estate di nove anni fa non era prevedibile. Di conseguenza nessuno può essere chiamato responsabile di omicidio colposo plurimo. È il verdetto sentenziato il 4 settembre dal Tribunale regionale Maloja contro cinque imputati: un geologo esterno, due funzionari dell’Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali, un collaboratore del Comune di Bregaglia e l’allora sindaca e attuale consigliera nazionale PLR Anna Giacometti.
Nessuno ha presentato ricorso nei dieci giorni fissati dal Tribunale regionale Maloja. La sentenza di primo grado è così definitiva. L’avvocato dei familiari delle vittime ha tuttavia comunicato di voler chiedere una motivazione scritta della sentenza per quanto riguarda i due collaboratori dell’Ufficio cantonale per le foreste e i pericoli naturali.
Durante il processo tenutosi a fine agosto da più parti è stato ribadito l’impatto che questa sentenza avrebbe potuto avere. Quali sono i segni che lascerà effettivamente? Keystone-ATS li ha riassunti in una panoramica.
Gestione dei pericoli naturali
Nel processo a Pontresina si è più volte parlato di responsabilità e compiti di Comuni e Cantone nel quadro dei pericoli naturali. Durante il processo l’ex sindaca ha sottolineato più volte di non essere una geologa e che i Comuni prendono decisioni in base alle raccomandazioni degli esperti.
Dopo la sentenza, le parole della ex sindaca sono state chiare: “I Comuni non sono semplicemente in grado di prevedere le catastrofi naturali e di valutare i pericoli”, ha affermato convinta. Il Cantone, invece, dispone di specialisti e delle risorse necessarie. Gli esperti “devono sostenere i Comuni”.
La Consigliera di Stato a capo del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità, Carmelia Maissen ha invece difeso l’operato dell’amministrazione cantonale. “Nei confronti dei Comuni, il Cantone ha un ruolo di consulente”, ha dichiarato la scorsa settimana ai microfoni di diversi media, aggiungendo che in materia di pericoli naturali le responsabilità sono regolate in modo chiaro. I Comuni sono responsabili per la protezione dai pericoli naturali, mentre al Cantone spetta valutare i rischi e indicare possibili provvedimenti.
Le critiche sollevate a Pontresina verranno analizzate secondo Maissen, anche se non vengono riscontrate lacune.
Responsabilità in montagna
Nel procedimento più volte la difesa ha sottolineato che chi va in montagna lo fa in modo volontario e la responsabilità individuale gioca un ruolo importante.
Sia il Club Alpino Svizzero (CAS) sia l’associazione Sentieri Grigioni hanno seguito la questione con attenzione. Quest’ultima si occupa della gestione e il tracciamento degli 11’000 chilometri di sentieri sul suolo grigionese. “Questa sentenza mostra ancora una volta che fare escursioni non è privo di rischi. Andare in montagna comporta un rischio residuo”, ha dichiarato Stephan Kaufmann, direttore Sentieri Grigioni, ai microfoni della RSI. Gli ha fatto eco Severin Karrer, responsabile della formazione alpina al CAS: “Questa sentenza dimostra una volta di più, indipendentemente dalla disciplina, che se si è in montagna è richiesta molta responsabilità personale”.
L’operato della giustizia
A poco più di nove anni dalla frana la lunga storia giuridica di questo caso si è quindi conclusa. Una durata che è stata aspramente criticata dall’avvocato di uno dei due funzionari cantonali. Un altro punto critico sollevato ha anche riguardato l’atto d’accusa. Tutti gli imputati sono stati messi tutti “nello stesso calderone” secondo uno degli avvocati difensori. Questo malgrado i cinque rivestissero cariche e responsabilità diverse.
La Procura pubblica, ha dichiarato a Keystone-ATS, che terrà conto dell’esperienza acquisita nel corso di questo procedimento per la gestione di eventuali eventi futuri.