GR: processo Quadroni, ex poliziotto assolto da tutti capi accusa
L'ex capo del posto di polizia di Scuol (GR) è stato assolto oggi dalle accuse di abuso di autorità, sequestro di persona e ripetuta violazione di domicilio. Anche il whistleblower dell'appaltopoli grigionese Adam Quadroni è stato prosciolto: l'ex imprenditore edile era accusato di minacce contro le autorità e i funzionari. Lo ha comunicato oggi il Tribunale regionale della Bassa Engadina.
(Keystone-ATS) Al centro del processo vi erano fatti risalenti a quasi dieci anni fa: le perquisizioni e il sequestro di armi da caccia nella casa di Quadroni, le minacce alla polizia da parte di quest’ultimo – ora smentite – e un intervento con l’unità speciale della polizia, che nel giugno 2017 aveva arrestato l’ex impresario edile. In relazione a tali eventi al capo del posto di polizia erano stati contestati diversi comportamenti scorretti.
L’ex poliziotto ha definito davanti alla corte il proprio modo di agire come corretto, volto a proteggere la famiglia di Quadroni da una possibile escalation violenta. Inoltre, ha negato di aver voluto dare una lezione a Quadroni, come sostenuto dall’accusa.
La procura aveva effettivamente chiesto per l’ex capo della polizia una pena detentiva di due anni con la condizionale, sostenendo che non sussistevano i motivi per perquisire l’abitazione di Quadroni nel dicembre 2016.
Un rapporto di polizia avrebbe inoltre distorto la pericolosità di Quadroni: la procura ha definito il suo fermo del 15 giugno 2017 “oggettivamente ingiustificato e sproporzionato”. Quadroni era stato trascinato fuori dalla sua auto e portato alla stazione di polizia con gli occhi bendati.
Il tribunale ha assolto l’ex poliziotto motivando la decisione con il fatto che non è stato possibile dimostrare il presunto “piano strategico” e “un inganno intenzionale mirato o una strumentalizzazione di altre autorità” sostenuto dall’accusa. Il tribunale ha inoltre osservato che “le decisioni rilevanti sono state prese coinvolgendo più istanze, che hanno valutato e giudicato la situazione in modo autonomo”. Sebbene alcune azioni possano essere state criticabili, mancavano tuttavia l’intenzione dolosa necessaria ai fini della punibilità, nonché un chiaro e grave abuso di potere, ha scritto il tribunale.
L’assoluzione di Quadroni è stata motivata dal fatto che “le sue dichiarazioni non costituivano un annuncio concreto, serio e individualizzato di un male futuro, ma si limitavano ad affermazioni astratte e provocatorie”.
Il tribunale ha concluso: “Nel complesso, le sue dichiarazioni non hanno raggiunto il grado di serietà richiesto né hanno provocato un’intimidazione dimostrabile del funzionario, motivo per cui non è stato ravvisato alcun comportamento penalmente rilevante”.