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GR: Poschiavo, cresce numero di studenti alla Scuola professionale

Keystone-SDA

Negli ultimi cinque anni gli apprendisti della Scuola professionale di Poschiavo sono aumentati, trainati dall'economia locale e dai frontalieri. Il direttore Lino Compagnoni: "Sistema duale resiste all'intelligenza artificiale, ma serve sinergia territoriale".

(Keystone-ATS) Una settimana fa a Brusio ha avuto luogo la cerimonia di consegna dei diplomi agli apprendisti che hanno concluso il loro percorso formativo. Un traguardo che si inserisce in un quinquennio di costante crescita per la Scuola professionale di Poschiavo, polo formativo cruciale per le aziende della Valposchiavo e dell’Engadina. E unica scuola d’arti e mestieri di lingua italiana nei Grigioni.

I dati confermano la tendenza positiva. Secondo le rilevazioni del direttore dell’istituto, Lino Compagnoni, gli iscritti sono passati dai 96 del 2022 ai 117 dell’anno scolastico 2026 (rilevati al 15 agosto, con possibili variazioni fino al 15 ottobre). Questo incremento, spiega il direttore a Keystone-ATS, è attribuibile al buon andamento dell’economia del Grigioni meridionale e a un aumento degli apprendisti frontalieri, provenienti in particolare dalla vicina provincia di Sondrio.

Interrogato sul nuovo accordo sui frontalieri, che con una nuova tassazione ricevono meno soldi in busta paga, il direttore mantiene un approccio prudente: “Per il momento non registriamo un grosso impatto sulle iscrizioni, ma è una questione delicata da monitorare”. La piazza economica svizzera resta attraente per i salari, e le dinamiche future dipenderanno dalle strategie aziendali e politiche.

Modello elvetico attrattivo

La fiducia nel modello elvetico rimane solida. “Il sistema duale è molto apprezzato perché unisce pratica e teoria”, sottolinea Compagnoni, evidenziando come la formazione professionale garantisca continuità e qualità. Un fattore reso ancora più strategico dall’avvento dell’intelligenza artificiale: “Molti di questi lavori non potranno essere sostituiti completamente dall’IA, risultando per questo molto richiesti”.

Sul fronte della stabilità dell’istituto, scongiurata la chiusura di alcune classi preventivata dall’Ufficio cantonale della formazione professionale tre anni fa, il direttore esprime cautela ottimistica. “La situazione è stabile e c’è maggiore sicurezza per le classi della sezione artigiani”. Discorso diverso per gli impiegati di commercio, i cui numeri restano bassi (4 iscritti nel 2026). “C’è da sperare che vengano coinvolti più apprendisti da aziende in loco”, auspica il direttore.

La sfida per il futuro richiede un impegno corale. Per mantenere vivo l’interesse verso la formazione professionale di base nel Grigioni meridionale, Compagnoni lancia un appello alla sinergia territoriale: “Occorre un lavoro di squadra che coinvolga giovani, genitori, scuola dell’obbligo e aziende”. Solo attraverso questa rete integrata sarà possibile garantire il ricambio generazionale e la prosperità del tessuto economico regionale.

Marco Travaglia, Keystone-ATS

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