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GR: la vita prima dello smartphone in mostra a Poschiavo

Keystone-SDA

Dalla prima telefonata al Cantone ai caratteri mobili della Tipografia Menghini: la mostra dell'Associazione iSTORIA documenta, dall'8 agosto al Punto Rosso a Poschiavo, come vivevano le valli italofone dei Grigioni prima della rivoluzione digitale.

(Keystone-ATS) La prima radio arrivata a Le Prese, i pali del telegrafo che spuntano sullo sfondo delle cartoline in località La Rösa lungo il Passo del Bernina. Sono frammenti di storia grigionese che riemergono nella mostra “Valposchiavo, scorci di vita prima dello smartphone”, allestita dall’8 al 29 agosto al Punto Rosso in Vial da la Stazion a Poschiavo. L’esposizione, curata dall’Associazione iSTORIA – Archivi fotografici Valposchiavo, documenta attraverso fotografie, oggetti d’epoca e testimonianze orali come si viveva prima che il digitale trasformasse comunicazione, lavoro e tempo libero.

Un taglio documentaristico, non nostalgico

“Non si tratta di contrapporre passato e presente né di esprimere un giudizio”, precisano i curatori Pierluigi Crameri, Alessandra Jochum-Siccardi e Arno Zanetti a Keystone-ATS. “Volevamo mettere in dialogo le epoche: foto d’epoca, oggetti, voci. Semplicemente documentare un cambiamento.” Una decina i temi affrontati – comunicazione, lavoro, informazione, relazioni personali, intrattenimento – con un percorso che affianca immagini e manufatti per mostrare l’evoluzione del telefono, delle macchine fotografiche, dei computer.

Tra i pezzi più significativi, una fotografia dell’interno della Tipografia Menghini – la più antica finora rinvenuta, risalente circa al 1920 – in cui si scorgono i cassettini con i caratteri mobili in piombo utilizzati dal bisnonno di Michele Menghini, l’attuale proprietario. Accanto, scatti successivi documentano il passaggio alla linotype e poi al computer. In esposizione anche la prima radio conservata a Le Prese e un juke-box proveniente da uno dei locali pubblici della valle.

“La parte sull’evoluzione degli oggetti potrebbe essere allestita a Coira, Zurigo o Ginevra”, osservano i curatori. “A renderla unica sono le fotografie del territorio: guardandole sotto un altro punto di vista si scoprono dettagli che raccontano la storia della comunicazione e della quotidianità grigionese.”

La mostra, con testi in italiano e in tedesco, è aperta dal martedì al sabato, dalle 14.30 alle 17.30, con entrata libera e accesso per sedie a rotelle.

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