GR: inoltrata mozione per lotta alla criminalità organizzata
Nella sessione del Gran Consiglio retico appena terminata, la deputata di Coira Sandra Maissen (Centro) ha inoltrato una mozione al Governo dal titolo "Lotta coerente contro la criminalità organizzata nei Grigioni". I 38 firmatari di diversi partiti incaricano Coira di prendere una serie di misure.
(Keystone-ATS) Sono suddivisi in quattro punti i provvedimenti avanzati dai parlamentari per far sì che la lotta alla criminalità organizzata “si traduca in azioni concrete e verificabili e non si limiti solo a dichiarazioni di intenti e incontri”, si legge nel testo pubblicato oggi.
Una misura: l’estratto del casellario giudiziale
Fra le richieste c’è anche quella di sfruttare al massimo le possibilità giuridiche esistenti per ciò che riguarda la richiesta dell’estratto giudiziale per i cittadini di Stati terzi.
Proprio questa settimana il Consigliere di Stato Peter Peyer (PS) ha dichiarato a Keystone-ATS che l’Ufficio retico per la migrazione e il diritto civile sta valutando se introdurre una soluzione regionale per il casellario giudiziale. In concreto: nelle regioni nelle quali la situazione è a rischio, potrebbe in futuro venir richiesto l’estratto. La misura, ha sottolineato Peyer, si trova in fase di analisi.
Sempre questa settimana il Consiglio nazionale e degli Stati a Berna hanno approvato due mozioni UDC che chiedevano che in futuro gli stranieri non dovrebbero poter ottenere un permesso di dimora se sono stati condannati in passato per reati gravi, anche all’estero.
Più controlli, anche delle società
Tornando ai deputati retici, essi chiedono al Governo di istituire anche una nuova procedura vincolante. Prima del rilascio o del rinnovo di un permesso di soggiorno il Cantone deve verificare sistematicamente se in altri Cantoni vi siano procedure pendenti o concluse in materia di diritto degli stranieri, rifiuti di autorizzazione, procedure di revoca, oppure informazioni rilevanti sotto il profilo della sicurezza. Questi dati, rilevati dai sistemi informativi federali, devono essere documentati e integrati nel processo decisionale.
I granconsiglieri vogliono anche che venga introdotto un sistema di controllo per le società di domicilio e per le società che presentano un “elevato rischio di riciclaggio di denaro o di criminalità organizzata”. Un’azione che deve essere intrapresa in collaborazione con diversi Uffici cantonali, la Polizia cantonale grigionese, la Procura pubblica, i Comuni, gli affittuari, i fiduciari e i notai. Oltre a scovare le società fittizie, andranno anche identificati i beneficiari economici e sanzionati gli abusi, “e questo in modo permanente”. Il Governo viene inoltre incaricato di valutare l’istituzione di un ufficio centrale per segnalare i casi sospetti di società fittizie.
La mozione verrà discussa dal Parlamento retico probabilmente nella sessione di ottobre.