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GR: iniziativa sulla neutralità, sì di Santa Maria, Grono e Brusio

Keystone-SDA

In netta controtendenza con il voto nazionale, 15 Comuni grigionesi su 100 hanno accettato ieri l'iniziativa sulla neutralità, promossa da Pro Svizzera e alcuni esponenti dell'UDC. La maggior parte si trovano nel Grigioni italiano. Keystone-ATS ha interpellato alcuni sindaci di questi Comuni per capire i motivi.

(Keystone-ATS) A Santa Maria in Val Calanca si è registrato il sì più netto: il 67% della popolazione ha approvato l’iniziativa sulla neutralità. Il sindaco indipendente Francesco Bogana, che da 18 anni è alla guida della località di 115 abitanti, fornisce la seguente interpretazione: “Non ha prevalso solo l’idea partitica”, ha argomentato Bogana, alla domanda se la neo rilanciata sezione dell’UDC Moesano abbia giocato un ruolo.

“È stata la paura di essere deboli di fronte ai problemi che oggi colpiscono l’Europa e il mondo. Chi viene da una valle piccola capisce quali possono essere le difficoltà se la Svizzera non fosse più neutrale in futuro”, ha spiegato Bogana a Keystone-ATS.

Il sindaco si è detto scioccato dal risultato netto raggiunto in Svizzera, ovvero il 70,2% di no. Si è votato per una neutralità parziale, ma secondo Bogana la neutralità “non si divide, è totale”. Il sindaco ha poi aggiunto che essere più neutrali “è una garanzia per la Svizzera”.

Nel risultato a St. Maria in Calanca ha influito anche la posizione geografica: “Siamo più vicini all’Italia rispetto ad altri Comuni svizzeri e vediamo con quali problemi è confrontata. Noi abbiamo paura che in futuro quella realtà possa diventare la nostra”.

Moesano si allinea al Ticino

A parte il Comune di Calanca, tutti gli altri Comuni del Moesano hanno approvato l’iniziativa sulla neutralità. Una compattezza che non si vede spesso, secondo il sindaco di Grono, Samuele Censi (PLR). “Non è la prima volta che succede. Ma negli ultimi anni sempre più spesso per votazioni federali ci allineiamo al Ticino”, ha spiegato Censi.

A Grono i sì hanno superato il 58%. Il Comune di quasi 1’600 abitanti si attesta così nella classifica dei 10 Comuni grigionesi con il maggiore sostegno all’iniziativa. Un voto che secondo Censi non è legato al partito, bensì ai timori legati agli sviluppi a livello internazionale. “La vicinanza con l’Italia ci rende più attenti e sensibili su certi problemi. E la questione della criminalità organizzata che negli ultimi mesi fa tanto discutere ha probabilmente anche avuto un influsso”, ha continuato Censi, spiegando che proprio questo tema ha creato una spaccatura fra la popolazione della regione e Coira.

A Brusio l’UDC unico partito attivo

Nel Comune di Brusio i sì sono stati più risicati, ovvero il 53,2%, in termini assoluti 216 persone. Secondo il sindaco Davide Migliacci (UDC) sono due le chiavi di interpretazione del risultato. Il primo riguarda la forza dell’UDC nel Comune. “L’UDC è l’unico partito ancora attivo a Brusio. Per le votazioni federali e cantonali notiamo che la popolazione segue le nostre raccomandazioni di voto”, ha detto. Migliacci oltre ad essere sindaco è anche il presidente della sezione democentrista in Valposchiavo.

Un’altra interpretazione è data dalla posizione geografica del Comune, che confina direttamente con l’Italia. “Rispetto a Coira, vediamo da vicino i problemi che colpiscono la confinante Italia”, ha continuato Migliacci, riferendosi ad esempio alla criminalità e alla sicurezza. “Forse qui è anche passato il messaggio che se l’iniziativa fosse stata bocciata, la Svizzera non sarebbe più stata neutrale. Vedendo i problemi con cui è confrontata l’Italia, si è voluto mantenere i propri valori”.

Oltre a Santa Maria in Calanca, Grono e Brusio anche i seguenti Comuni grigionesi hanno approvato l’iniziativa sulla neutralità: Furna, Rossa, San Vittore, Samnaun, Mesocco, Roveredo, Lostallo, Cama, Soazza, Castaneda, Buseno e Luzein.

A livello cantonale l’iniziativa è stata bocciata con il 66,6% di voti.

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