GR: focus sul corpo a 6o “Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo”
Venti autori e artisti provenienti da tutti gli angoli del Paese, e oltre, parteciperanno alla sesta edizione del festival letterario "Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo", che avrà luogo dal 2 al 4 ottobre a Poschiavo (GR). L'evento, incentrato quest'anno sul corpo nella letteratura, inizierà in musica e terminerà in danza.
(Keystone-ATS) Lo hanno indicato quest’oggi gli organizzatori in una conferenza stampa svoltasi online.
Il festival si aprirà in musica il 2 ottobre alle 20:30 alla Casa Torre di Poschiavo (GR) con il concerto della cantante e pianista grigionese Cinzia Regensburger, accompagnata da due coriste. L’artista, la cui musica spazia dal classico al pop, passando per il jazz, canta in romancio e presenterà il suo nuovo EP “Per Tai”, spiega la direttrice artistica nonché organizzatrice del festival Begoña Feijoo Fariña.
Come ogni anno si terranno anche i laboratori per l’infanzia, accessibili gratuitamente e in tutte le lingue nazionali.
Impegno organizzativo ed economico
“Nei Grigioni eventi di questo genere ricevono un massimo di 20% di fondi pubblici”, spiega Kaspar Howald, presidente di Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo, evocando il lavoro “incredibile” che c’è dietro.
“È un grande miracolo che Begoña riesca a fare tutto questo” e parallelamente a scrivere, dice riferendosi ai due premi ricevuti dalla direttrice artistica in veste di scrittrice: un Premio svizzero di letteratura per il suo libro “Come onde di passaggio” (Gabriele Capelli Editore 2025), nonché il Premio letterario grigione 2026.
Questo festival è “un grande impegno organizzativo ed economico”, sottolinea dal canto suo Feijoo Fariña.
Il corpo attraverso la letteratura
Intitolata “Le parole del corpo” questa edizione è dedicata al tema del corpo inteso in molti modi, come strumento della scrittura, come spazio in cui scorrono le esperienze della vita, spiega Feijoo Fariña. “Il corpo come mezzo attraverso cui la parola prende forma”.
Sabato e domenica a Casa Torre, si terranno i vari incontri con gli autori e le autrici. La giornata di sabato si aprirà con l’incontro fra l’autrice italiana Laura Pugno e il poeta italiano residente a Lugano Massimo Gezzi. La scrittura di quest’ultimo mostra “come la carne registri il passare degli anni”, spiega la direttrice artistica.
Seguirà poi un incontro tra Julia Weber, nata in Tanzania e residente a Zurigo, e la sua traduttrice Ruth Gantert. Nel suo ultimo romanzo “Weil ich Ruth bin” (Limmat 2026), Weber parla della fluidità dei corpi: la protagonista ha il potere di trasformare i corpi in animali semplicemente toccandoli.
La scrittrice ticinese Sara Catella e la giovane poetessa italofona di origine ungherese Noemi Nagy, che vive fra Lugano e Milano, dialogheranno su come fanno parlare il corpo nelle loro rispettive opere. La conversazione, moderata da Moira Bubola, verrà trasmessa in diretta su Rete Due nella trasmissione “ALICE”.
Alle 16:00 seguirà il dialogo fra gli scrittori grigionesi Göri Klainguti e Flurina Badel, da quest’anno nel comitato di programmazione dove da giugno ha preso il posto di Walter Rosselli. In serata verrà poi presentato il ventesimo numero della rivista letteraria Viceversa, che dallo scorso anno ha una nuova direzione. Saranno ospiti le curatrici Raphaëlle Lacord e Natalia Proserpi.
La giornata di sabato si chiuderà con il poeta romando Thierry Raboud, per il quale “la fisicità non è un semplice tema ma l’asse portante del processo creativo”, spiega Feijoo Fariña. Dialogherà con la giornalista Valentina Grignoli.
Chiusura in danza
La domenica si aprirà con la poetessa italiana Laura Accerboni, che vive a Ginevra, in dialogo con Mara Travella, direttrice della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. “I corpi di Accerboni sono spesso degli assemblaggi”, spiega la direttrice artistica.
Un altro incontro sarà incentrato sulla scrittura di Sarah Elena Müller, che a causa di un’infanzia ferita ricerca “una lingua capace di raccontare il corpo”, precisano gli organizzatori. Mentre la scrittrice e giornalista Mélanie Chappuis, nata a Bonn, in Germania, ma di origini svizzere, nelle sue opere ricerca un’appartenenza – avendo avuto un’infanzia sradicata per via dei genitori che erano diplomatici – precisa Feijoo Fariña.
L’evento di chiusura non sarà dedicato al Premio letterario grigione come di consueto, siccome la vincitrice è Begoña Feijoo Fariña e intendeva evitare di mettersi in mostra al festival che dirige. La kermesse si aprirà quindi per la prima volta alla danza, invitando la danzatrice contemporanea, insegnante e coreografa italiana Giusy Fanaro, residente a Kriens (LU), per una performance. Per lei “il corpo è strumento di lavoro, ma anche archivio vivente”, sottolinea Feijoo Fariña.
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