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GR: chiaro sì alla Legge contro la violenza domestica

Keystone-SDA

La nuova Legge cantonale contro la violenza domestica è stata nettamente approvata stamane dal Gran Consiglio retico. L'UDC è stato l'unico partito ad opporsi in toto.

(Keystone-ATS) L’appoggio alla nuova norma è stato chiaro: 84 voti favorevoli, 35 contrari. Il dibattito sugli otto articoli di legge è durato oltre quattro ore, fra ieri e oggi. La legge, se non vi sarà referendum, entrerà in vigore a partire dal primo gennaio prossimo.

L’obiettivo è rafforzare le misure per la lotta alla violenza fisica, psichica, sessuale o economica. Le autorità cantonali intendono rafforzare la collaborazione tra i diversi enti pubblici e le organizzazioni private. Finora questa collaborazione si basava sul programma di Governo, il cui finanziamento è però garantito soltanto fino alla fine del 2028. Con la legge ora approvata i fondi saranno assicurati anche oltre tale scadenza. Sono previsti 260’000 franchi all’anno, a cui si aggiungono 50’000 franchi ogni quattro anni per un’analisi dei bisogni.

Per avere un quadro chiaro della situazione verrà inoltre creata una banca dati cantonale, che servirà a individuare gli sviluppi e dedurne misure mirate.

Domande sulla protezione dei dati

Proprio questo strumento ha fatto discutere in Gran Consiglio. Il deputato Jan Koch (UDC) ha mostrato preoccupazione per ciò che riguarda la protezione dei dati. Per capire come questi vengono trattati il granconsigliere ha inoltrato diverse domande al consigliere di Stato Marcus Caduff (Centro).

Ieri il parlamento ha deciso che per i casi di violenza domestica e di genere verranno riportati “l’età e il genere delle persone interessate, la relazione tra queste ultime, le forme di violenza, la posizione geografica nonché l’esito dei casi”, recita l’articolo di legge. L’UDC e il PLR avrebbero voluto aggiungere anche la cittadinanza, ma la proposta è stata bocciata con uno scarto minimo.

Il servizio di coordinamento violenza domestica riunisce poi i dati pseudonimizzati, li confronta e li prepara in forma anonimizzata. Con questi dati il Cantone vuole capire se ci sono delle differenze a livello regionale, quale è lo sviluppo di certe forme di violenza, quali fasce d’età sono particolarmente colpite.

La pseodonomizzazione dei dati permetterà di ridurre la possibilità di risalire a una persona specifica. Nei prossimi tre anni verrà elaborato un progetto per la raccolta dei dati, in cui verranno definite le specificità tecniche, ha spiegato Caduff.

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