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GR: Calanca, la pioggia non ritarda l’apertura del ponte

Keystone-SDA

Le ultime precipitazioni hanno fermato per un solo giorno i lavori al ponte provvisorio di Pont Nof, la cui apertura resta prevista a novembre. Le ripercussioni economiche delle chiusure sono intanto approdate in Gran Consiglio.

(Keystone-ATS) A confermarlo a Keystone-ATS è Sven Fehler, responsabile progettazione e costruzione del Circondario 2 Mesocco dell’Ufficio tecnico grigionese. L’apertura del nuovo collegamento rimane prevista tra la terza e la quarta settimana di novembre, condizioni meteorologiche permettendo. “Abbiamo un concetto di sicurezza e dobbiamo rispettarlo”, ha spiegato Fehler riferendosi alla sospensione dei lavori di mercoledì.

Il documento, aggiornato il 16 ottobre, prevede la chiusura precauzionale della strada quando sono attesi oltre 30 millimetri di pioggia in 24 ore, mentre sopra i 50 millimetri devono essere sospesi anche tutti i lavori. Le soglie si basano sulle previsioni meteorologiche e la riapertura della strada è subordinata alle verifiche di sicurezza.

Secondo il responsabile cantonale, la situazione del versante non ha subito cambiamenti significativi. Alcuni sassi si sono spostati, ma sono stati trattenuti dalle reti di protezione provvisorie e non rappresentano un pericolo imminente. Il concetto di sicurezza prevede controlli quotidiani del materiale accumulato dietro le protezioni e verifiche periodiche delle reti mediante drone.

La strada cantonale, chiusa martedì sera tra Molina e Arvigo, è stata riaperta ieri alle 8.00. Il traffico è nuovamente regolato da un semaforo, ma rimane la possibilità di ulteriori interruzioni in caso di maltempo.

Due ponti per aggirare il tratto a rischio

La situazione risale al 20 agosto, quando forti precipitazioni hanno provocato colate detritiche in diversi punti della valle. Particolarmente problematica è risultata l’instabilità del versante sopra il Pont Nof, tra Buseno e Arvigo. Dopo quasi due settimane di isolamento, il 2 settembre il collegamento è stato ripristinato su una sola corsia, con limitazioni al transito.

Per aggirare il tratto pericoloso, il Cantone sta realizzando una strada provvisoria sull’altra sponda della Calancasca, con due ponti in acciaio da 24 metri ciascuno.

Fehler conferma che, una volta ultimato, il nuovo collegamento consentirà il transito anche durante la notte e in caso di precipitazioni, superando le attuali restrizioni legate all’instabilità del versante. La soluzione rimarrà in funzione per diversi anni, in attesa di una sistemazione definitiva della strada cantonale.

Un’interpellanza sulle conseguenze economiche

Le ripercussioni delle chiusure sono intanto approdate anche in Gran Consiglio. Con un’interpellanza presentata mercoledì, il deputato Samuele Censi (PLR), insieme ad altri sedici firmatari, chiede al Governo di valutare nuovi strumenti per sostenere le regioni turistiche temporaneamente isolate.

I firmatari sottolineano che le perdite economiche e i danni d’immagine possono protrarsi anche dopo la riapertura dei collegamenti. Propongono quindi di esaminare la creazione di un fondo cantonale per compensare parte delle perdite non coperte dalle assicurazioni, eventualmente a partire dal terzo giorno di interruzione dell’attività.

L’interpellanza chiede inoltre un protocollo cantonale per la comunicazione nelle situazioni di crisi e un programma straordinario di rilancio delle destinazioni colpite. Per la Val Calanca viene ipotizzato un sostegno per il periodo 2027-2029, in collaborazione con la Regione Moesa e l’Ente turistico regionale.

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