GR: buona annata per il miele prodotto nel Grigioni italiano
Complici il caldo e il sole, gli apicoltori delle vallate del Grigioni italiano sono finora soddisfatti della produzione di miele. Le temperature elevate hanno però anche degli effetti negativi, ad esempio sull'efficacia dei trattamenti contro la varroa.
Un’annata abbondante nel Moesano
(Keystone-ATS) Nel Moesano, la stagione del miele è stata finora particolarmente favorevole. Lorenzo Alberto Pool, apicoltore di Grono e produttore del “Miele del Pastore”, parla di un’annata “ottima, molto abbondante e precoce”. La raccolta è iniziata presto e ha interessato soprattutto tiglio e castagno, mentre la produzione di miele d’acacia è rimasta più contenuta.
A favorire il lavoro delle api sono state soprattutto le condizioni meteorologiche: settimane in prevalenza soleggiate, interrotte da qualche temporale, che hanno garantito, secondo Pool, un equilibrio quasi perfetto. Le api hanno così potuto bottinare con continuità e raccogliere polline senza particolari difficoltà. Pool sottolinea proprio la regolarità del tempo come uno degli elementi determinanti di questa stagione: abbastanza sole per permettere alle api di lavorare, accompagnato dalle precipitazioni necessarie. Il bilancio, almeno finora, è quindi nettamente positivo.
Produzione da buona a ottima in Valposchiavo
“Non abbiamo ancora a disposizione tutti i dati, li avremo soltanto a fine mese, ma in generale direi che la produzione di miele in Valposchiavo quest’anno è tra il buono e l’ottimo”. Diego Lardelli, titolare dell’azienda Miele Valposchiavo assieme al figlio Gianluca, è membro della SAPB (Società Apicoltori Poschiavo e Brusio) che riunisce una settantina di produttori di miele, in gran parte spinti all’apicoltura soprattutto dalla passione.
“Bisogna distinguere caso per caso: la produzione finora è stata buona per gli apicoltori che non hanno subìto una sciamatura (la regina che lascia l’alveare per fondare una nuova colonia portando con sé gran parte delle api operaie) – precisa Lardelli -. Quelli a cui è successo, invece, possono essersi trovati senza api bottinatrici (le operaie con più di 21 giorni di vita che si occupano della raccolta del polline e del nettare) proprio nel momento della fioritura e, ovviamente, non hanno avuto una grande produzione. In generale, però, la produzione va dal buono all’ottimo”.
Il caldo record di questo periodo e la comparsa di alcuni focolai di peste europea, invece, non avrebbero creato particolari problemi. “Qualche caso di peste c’è stato e ha implicato l’individuazione di zone di sequestro che hanno ostacolato l’attività di chi pratica il nomadismo – precisa l’apicoltore -. Il caldo, invece, di per sé è un elemento positivo in relazione alla produzione del miele, ci sta dando però alcuni problemi adesso durante i trattamenti contro la varroa”. Le temperature elevate, infatti, alterano l’efficacia delle sostanze impiegate per combattere il parassita.
Caldo interrompe produzione record in Bregaglia
In Bregaglia invece la siccità ha intralciato le condizioni per un’annata che si prevedeva da record. Ad inizio giugno le condizioni e le prospettive erano molto buone. Fino ad inizio luglio i melari si sono ben riempiti, poi il caldo e il secco hanno preso il sopravvento, causando una marcata riduzione dell’importazione di nettare. Nonostante ciò, secondo i confronti fra la ventina di apicoltori dell’associazione “La Mellifera Bregaglia” si può dire che il raccolto 2026 è stato buono.
Quest’anno, contrassegnato da poche precipitazioni e prolungati periodi di caldo, gli apicoltori hanno fatto diverse osservazioni: una riguarda il periodo durante il quale la regina non depone uova. Negli ultimi anni, con inverni miti, il periodo è più corto. Di conseguenza occorre un maggiore controllo delle riserve ed eventualmente apportare tempestivamente nutrimento alle api per salvaguardarne l’esistenza. Un’altra è la difficoltà nel provvedere ai trattamenti contro l’acaro della varroa, perché, nel periodo tra la fine luglio e l’inizio di agosto le temperature elevate ne compromettono l’efficacia.
Malgrado le sfide legale al clima, alle malattie e alla presenza di piante e insetti invasivi, Patrik Giovanoli, presidente dell’associazione La Mellifera Bregaglia, è fiducioso: “Il miele è un prezioso dono della natura. È un vero piacere vedere i barattoli di miele bregagliotto ben messi in mostra nei negozi, nei ristoranti o nei mercatini, sia in Valle sia al di fuori di essa. Una soddisfazione per ogni apicoltore e apicoltrice, considerando il lavoro delle api e l’impegno di ogni singola persona nella cura dell’apiario”.