GR: archiviato procedimento per abusi contro un sacerdote a Müstair
La Procura pubblica dei Grigioni ha deciso di non dare seguito alle indagini su un sospetto di abuso a carico di un assistente spirituale del monastero di St. Johann a Müstair. La magistratura ha motivato la propria decisione affermando che alcune accuse sono cadute in prescrizione, mentre per altre non sussistono gli elementi costitutivi del reato.
(Keystone-ATS) La notizia è stata resa pubblica oggi dal Regionaljournal Ostschweiz di SRF. La Procura dei Grigioni ha confermato il decreto di abbandono, non ancora entrato in giudicato, a Keystone-ATS.
Contro il sacerdote erano state mosse diverse denunce relative a reati sessuali in Svizzera e in Germania. Quanto emerso in Svizzera sarebbe però già prescritto o non rilevante dal punto di vista penale. Anche i crimini che si sarebbero verificati in Germania sarebbero in gran parte caduti in prescrizione, ha spiegato la Procura pubblica a Keystone-ATS. I sospetti di coazione sessuale e di tentata violenza carnale non si sarebbero concretizzati.
La diocesi di Coira, che durante le indagini aveva adottato misure cautelari nei confronti del sacerdote, non è ancora a conoscenza dei motivi precisi del decreto d’abbandono. Secondo la responsabile della comunicazione, Nicole Büchel, le misure cautelari rimangono quindi in vigore. A causa dei diritti sulla personalità e delle norme sulla protezione dei dati, Büchel non può rivelare di quali provvedimenti si tratti.
La diocesi si difende dalle critiche dei media
Il fatto che il sacerdote in questione non sia stato sospeso e continui a operare in una certa misura presso il monastero di St. Johann è un aspetto che è stato criticato l’anno scorso sulle pagine della NZZ e della “Südostschweiz”. “Dobbiamo orientarci alle misure della Procura. La diocesi deve rispettare il diritto vigente”, ha risposto Büchel.
La magistratura non ha preso alcuna misura provvisoria che limiterebbe il raggio d’azione o la vita quotidiana dell’imputato. “Possiamo prendere provvedimenti solo nell’ambito delle norme canoniche, del diritto canonico, altrimenti agiremmo in modo arbitrario. La Chiesa conosce anche una propria legislazione civile, alla quale dobbiamo attenerci”, ha sottolineato Büchel.
Il procedimento canonico avviato, tuttavia, è ancora in corso e non è stato ancora concluso. La decisione su come procedere potrà essere presa solo quando si avranno maggiori informazioni sui risultati dell’inchiesta svolta dalla magistratura.