GR: anziani in Val Calanca, servono più luoghi d’incontro
Il contesto sociale in cui vivono gli anziani in Calanca è "allarmante". È quanto emerge dal rapporto intermedio del progetto Anzianità in Valle Calanca, che segnala il progressivo venir meno della vita sociale e relazionale delle persone anziane, a fronte di un loro costante aumento.
(Keystone-ATS) Secondo il rapporto intermedio, che verrà pubblicato stasera ad Arvigo (GR), il benessere degli anziani è strettamente legato alla presenza di un tessuto sociale attivo e di servizi di prossimità. Tuttavia, all’aumento della popolazione anziana corrisponde una riduzione dei servizi e dei luoghi d’incontro. In valle vengono a mancare ristoranti, negozi e spazi sociali, elementi fondamentali per mantenere relazioni, scambi e una vita quotidiana attiva. Le forme di solidarietà e di sostegno reciproco ancora presenti non risultano sufficienti a compensare questa perdita.
Studio per migliorare il benessere degli anziani
Il progetto Anzianità in Valle Calanca è gestito dal Laboratorio di Ingegneria dello Sviluppo Sociale (LISS), istituto attivo da oltre vent’anni nello studio delle dinamiche sociali nelle regioni periferiche della Svizzera, in collaborazione con i quattro comuni della Valle Calanca. L’iniziativa si inserisce in un percorso di ricerca e intervento già sperimentato in altre valli alpine e mira ad analizzare le condizioni di vita delle persone anziane, a rafforzare il tessuto sociale locale e a sviluppare azioni concrete per migliorare il benessere e l’inclusione nella comunità.
La questione dell’anzianità in Valle Calanca non riguarda esclusivamente l’età avanzata, ma il deterioramento del contesto in cui le persone anziane vivono. Come spiegato dal direttore del LISS, Dieter Schürch, interpellato da Keystone-ATS, il focus non è posto unicamente sugli anziani, bensì anche sulla qualità del loro rapporto con l’ambiente di vita, un rapporto che per diverse cause, che il progetto sta cercando di individuare, sta progressivamente scomparendo.
Rischio di isolamento e solitudine
Un ulteriore elemento critico è la frammentazione del territorio, che si traduce anche in una mancanza di comunicazione e di coordinamento tra i diversi nuclei abitativi e le iniziative presenti. Questa situazione rende più difficile l’accesso ai servizi e contribuisce ad aumentare il rischio di isolamento, in particolare per le persone anziane.
Dal rapporto, che è stato pubblicato a un anno dall’inizio del progetto, emerge inoltre la presenza di una fascia della popolazione anziana meno visibile, che tende a rimanere nell’ombra. Accanto a chi dichiara di stare bene, vi sono persone esposte a solitudine e marginalità, una situazione che Schürch ha definito “allarmante”.
Possibili soluzioni per il futuro
Le raccomandazioni formulate ai comuni mettono in evidenza la necessità di rafforzare i luoghi d’incontro, di migliorare la comunicazione sul territorio e di sostenere forme di partecipazione e volontariato.
Secondo quanto riferito da Schürch, il riscontro delle autorità locali è stato positivo.