GR/VS: 2 parapendisti precipitano e muoiono
Due parapendisti sono morti ieri pomeriggio in due distinti incidenti in territorio di Laax, in Surselva (GR), e nella regione del Gran San Bernardo (VS). In due settimane in Svizzera hanno perso la vita cinque appassionati della disciplina di volo libero.
(Keystone-ATS) Nei Grigioni, lo schianto è avvenuto sulle pendici del Crap Ner, cima di 2781 metri sopra la località turistica. Un 24enne è morto sul colpo, stando alle prime informazioni fornite oggi dalla polizia cantonale in una nota. Il giovane stava volando dall’Alto Vallese in direzione dei Grigioni. La caduta letale è avvenuta su un ripido pendio sul versante meridionale della montagna. La Guardia aerea svizzera di soccorso (Rega) non ha potuto fare altro che recuperare il corpo senza vita.
In Vallese l’incidente si è verificato nel vallone di Valsorey, in territorio del comune di Bourg-St-Pierre. La vittima è un 53enne di cittadinanza svizzera, riferiscono le forze dell’ordine cantonali in un comunicato odierno. L’allarme è stato dato da testimoni. I soccorsi non sono serviti a nulla.
Sotto la direzione del Ministero pubblico della Confederazione, cui competono gli incidenti aerei, gli inquirenti stanno accertando le circostanze che hanno portato ai due incidenti mortali.
Nelle ultime due settimane in Svizzera si erano già verificati altri tre sinistri letali col parapendio. Il primo è avvenuto il 14 luglio sopra Vercorin, nel Vallese centrale: la vittima è un cittadino svizzero di 46 anni. Il secondo risale a martedì scorso in territorio di Naters, in Alto Vallese. Per ragioni ancora non determinate un 35enne, pure di cittadinanza elvetica, ha perso il controllo della vela nella regione del Foggenhorn ed è precipitato. L’altro ieri una donna di 23 anni, la cui nazionalità non è stata precisata, si è schiantata a Rufi (SG), località tra il lago di Zurigo e il Walensee. Ricoverata con un elicottero della Rega, la giovane è deceduta in ospedale, ha indicato ieri la polizia cantonale sangallese in una nota.
Caldo e siccità influiscono su condizioni di volo
Circa due settimane fa, la Federazione svizzera di volo libero (FSVL) ha indicato in un comunicato che il numero di segnalazioni di incidenti era aumentato notevolmente.
“Dato che in primavera e in estate ci sono più piloti in volo, anche per periodi più lunghi, il numero assoluto di incidenti è più elevato in questo periodo dell’anno”, ha spiegato a Keystone-ATS il responsabile della comunicazione dell’associazione, Oliver Kuhn.
Il 17 luglio la FSVL ha anche scritto che il prolungato periodo di caldo e siccità “ha un influsso non trascurabile sulle condizioni di volo”, in particolare a bassa quota, dove si sono registrati più casi di forti correnti ascensionali, turbolenze e improvvisi cambiamenti di direzione del vento.
A questo proposito Kuhn ha aggiunto: “Durante le ondate di calore, accompagnate da siccità e terreno secco, le attività termiche possono intensificarsi. Il calore aggiuntivo si traduce in più energia nell’atmosfera”. Di conseguenza, anche i movimenti dell’aria e le turbolenze sono più pronunciate. Queste possono manifestarsi in modo molto diverso a livello locale. Kuhn non ha potuto fornire informazioni specifiche sugli incidenti, poiché l’associazione non è coinvolta nelle indagini e non ha accesso ai documenti degli inquirenti.
Nella nota di due settimane fa l’associazione ha lanciato un appello: “Durante i periodi di siccità e di caldo è importante prestare particolare attenzione e osservare attentamente l’ambiente circostante. Ai piloti con poca esperienza si consiglia di astenersi dal volo in caso di dubbio”.