Golpe in Guinea-Bissau, i militari al potere
Spari in pieno giorno nel cuore di Bissau. E il centro della capitale della Guinea-Bissau, di solito brulicante di persone, diventato di colpo quasi deserto, ad eccezione di uomini armati schierati a pattugliarne le strade.
(Keystone-ATS) È stato questo il preambolo del golpe messo in atto in questo Paese dell’Africa Occidentale da militari, proprio mentre era in corso un delicato processo elettorale ora dichiarato “sospeso”.
La leadership nazionale adesso trema: il presidente uscente Umaro Sissoco Embalo, dato come favorito per un nuovo mandato, è stato arrestato, mentre un “alto comando per il ripristino della sicurezza e l’ordine pubblico” ha annunciato di aver preso “il totale controllo del Paese”, così come l’imposizione di un coprifuoco notturno e la chiusura delle frontiere. “Effettivamente sono stato rovesciato”, ha confermato lo stesso Embalo in un breve contatto con France 24.
Alla vigilia di quello che era atteso come l’atto conclusivo delle presidenziali di tre giorni fa, ovvero l’annuncio dei risultati, ai militari guineani sono bastate poche ore per mettere in fila molti dei passaggi classici di un colpo di Stato: dall’accerchiamento del palazzo del presidente all’arresto dello stesso Embalo e a quelli del suo capo di gabinetto e del suo ministro dell’Interno – secondo fonti consultate dall’Afp -, passando per un annuncio di “assunzione di tutti i poteri statali” e di “sospensione fino a nuovo ordine delle attività dei mass media”, messo in onda dalla tv nazionale.
Dinis N’TChama, portavoce dei leader militari autori del golpe, ha sostenuto che il loro intervento si è reso necessario dopo la “scoperta di un piano in corso per la destabilizzazione del Paese”, escogitato da “alcuni politici nazionali con la partecipazione di ignoti narcotrafficanti”. E ha assicurato che l’obiettivo è “il recupero della normalità costituzionale”.
Sia Embalo sia il principale candidato alternativo, Fernando Dias, si erano proclamati vincitori dell’ultima contesa presidenziale. Tuttavia, a distanza di tre giorni l’esito ufficiale non era ancora stato annunciato. Ma già da prima del voto delle ombre si proiettavano sulla solidità di questo processo elettorale, visto che il più importante leader dell’opposizione, Domingos Simões Pereira, e il suo partito (Paigc) ne erano stati estromessi per presunti ritardi nel presentare le candidature. Secondo la rivista Jeune Afrique, anche Dias e Simões Pereira sarebbero stati arrestati.
Ex colonia portoghese, dall’indipendenza del 1974 la Guinea-Bissau è stata teatro di quattro colpi di Stato e numerosi altri tentativi falliti. È uno dei Paesi più poveri del mondo ed è spesso utilizzato come punto nevralgico nelle rotte del narcotraffico internazionale.