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Giornate di Soletta con narrazioni multiple al centro

Keystone-SDA

La 61esima edizione delle Giornate di Soletta presenterà molte opere che evitano narrazioni univoche, concentrandosi sulla ricchezza delle sfumature. In totale, verranno presentati 164 film. Lo hanno indicato oggi gli organizzatori in conferenza stampa a Berna.

(Keystone-ATS) Come lo scorso anno, all’apertura del 21 gennaio 2026 parteciperà anche la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

Delle 164 pellicole selezionate, su un totale di 478 pervenute, il 68% sono documentari e il 32% film di finzione. Questa edizione mette in luce una produzione nazionale sempre più diversificata e un marcato equilibrio tra le regioni linguistiche, sottolineano gli organizzatori: nelle tre sezioni competitive figurano 2 film ticinesi, 9 film romandi e 11 svizzerotedeschi.

Sul totale delle opere, il 9% provengono dalla Svizzera italiana, il 29% da quella romanda, il 49% dalla Svizzera tedesca mentre il restante 13% da altrove.

“Ci sono in generale più film della Svizzera italiana e un più grande equilibrio fra Romandia e Svizzera tedesca”, ha precisato il direttore artistico Niccolò Castelli davanti ai media riunitisi stamane al Cinema Rex di Berna.

Narrazioni alternative e multiple

Questa edizione si distingue per la volontà di rinnovare i quadri narrativi. “I racconti si aprono a nuovi campi, in particolare scientifici, e prestano particolare attenzione alla compassione e ai punti di vista dei protagonisti”, ha spiegato Castelli. Secondo lui, “l’atteggiamento è meno moralista, forse anche meno influenzato da una visione occidentale”, lasciando più spazio all’empatia che al giudizio.

Fra le opere che fanno luce su un nuovo tipo di narrazione, mostrando l’altro lato di una storia, c’è il film di apertura “The Narrative” di Bernard Weber e Martin Schilt, anticipato dagli organizzatori la scorsa settimana, che verrà presentato in prima mondiale.

Il documentario, in lizza per il Prix de Soleure, racconta la storia dell’ex cambista di UBS che nel 2011, lavorando presso l’UBS a Londra, provocò perdite valutate a 2,3 miliardi di dollari attraverso speculazioni sugli ETF, i fondi che replicano gli indici.

Condannato a sette anni di carcere, Kweku Adoboli (classe 1980) è stato rilasciato nel 2015, dopo aver scontato metà della pena. Nel 2018 è stato espulso dal Regno Unito verso il Ghana, suo paese d’origine. La pellicola, filmata sull’arco di 12 anni, mostra per la prima volta le riflessioni personali di Adoboli e del suo entourage su quanto accaduto.

Otto film in lizza per il Prix de Soleure

Nella 61a edizione sono otto i film, cinque documentari e tre pellicole di finzione, a contendersi il Prix de Soleure, dotato di 60’000 franchi, di cui sette presentati in anteprima. Le otto opere selezionate affrontano tematiche che spaziano dalla solidarietà alle memorie coloniali, passando per l’autodeterminazione, ha spiegato il ticinese Castelli.

Oltre al già citato “The Narrative” si contendono il premio principale “Dont’t let the sun” di Jacqueline Zünd, già presentato quest’estate al Locarno Film Festival, “À bras-le-corps” della regista di La Chaux-de-Fonds (NE) Marie-Elsa Sgualdo, “Sie glauben an Engel, Herr Drowak?” di Nicolas Steiner e i documentari “Elephants & Squirrels” di Gregor Brändli, “Qui vit encore” di Nicolas Wadimoff, “Social Landscapes” di Jonas Meier e “Solidarity” del sangallese David Bernet. Quest’anno nessun film della Svizzera italiana concorre per il Prix de Soleure.

La giuria per il premio principale è composta dal diplomatico neocastellano Jean-Jacques de Dardel, dalla regista e camerawoman Danae Elon, nata a Gerusalemme e residente in Canada, e dall’attrice Sarah Spale, attualmente nei cinema con “Ciao Betty” di Pierre Monnard.

Prix du Public con “Becaària” di Erik Bernasconi

Otto i film a contendersi pure il Prix du public, dotato di 20’000 franchi, di cui due di finzione e sei documentari. Tra le pellicole di finzione vi è “Becaària” del regista ticinese Erik Bernasconi. Ambientato nel 1977, narra di un giovane di 16 anni, Mario, che viene mandato per l’estate in montagna a lavorare come contadino, lì scoprirà sé stesso e i primi amori.

Sei documentari sono invece nominati nella categoria “Visioni”, dedicata alle opere prime e seconde, in cui figura anche “Nessuno vi farà del male” di Dino Hodic, regista di origine bosniaca rifugiatosi in Ticino da bambino. Nella pellicola ripercorre un viaggio all’origine della sua identità trent’anni dopo il massacro di Srebrenica, seguendo uno dei pochi sopravvissuti. Un tema che si ricongiunge a “Il ragazzo della Drina” di Zijad Ibrahimovic, in lizza per il Prix de Soleure nella scorsa edizione.

Il programma “Rencontre” è dedicato quest’anno alla regista ginevrina Edna Politi, verrà mostrata in particolare la sua trilogia sul Medio Oriente.

Nella sezione “Histoire”, dedicata alla New York degli anni ’80, verranno (ri)presentati, fra gli altri, due film del ticinese Edo Bertoglio “Downtown 81” con un giovanissimo, e ancora sconosciuto, Jean-Michel Basquiat, e “Face Addict”.

Visioni Sonore

Novità di quest’anno, si aggiunge al programma anche la sezione speciale “Visioni Sonore”, in cui il cinema incontra la musica. In questo quadro si svolgeranno tre concerti, fra cui uno di Dino Brandão con il suo trio, che seguirà la proiezione del film di cui è protagonista “I love you, I leave you” del suo amico Moris Freiburghaus.

Nonostante i lavori di riparazione del Landhaus, le Giornate di Soletta potranno svolgersi come di norma nell’edificio storico, ha precisato la direttrice operativa Monica Rosenberg. La 61esima edizione si tiene dal 21 al 28 gennaio.

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