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Ginevra: pasti a domicilio, Smood valuta cessazione attività

Keystone-SDA

L'impresa di consegna di pasti a domicilio Smood, con sede a Plan-les-Ouates (GE) e presente in 25 città svizzere tra cui Lugano, Locarno, Bellinzona e Mendrisio, sta valutando di cessare le attività.

(Keystone-ATS) Lo ha annunciato oggi in un comunicato l’azienda stessa, in cui aggiunge di aver aperto una fase di consultazione della durata di venti giorni con il proprio personale (circa 400 impiegati in tutto il Paese) e di negoziazione di un piano sociale.

Nonostante la serie di misure di ristrutturazione avviata nel 2024, si legge nella nota, i risultati finanziari degli ultimi mesi sono rimasti al di sotto degli obiettivi fissati e senza prospettiva di ripristino della redditività.

L’azienda sottolinea che continuerà a svolgere “le sue attività, a garantire i suoi servizi alla clientela e che gli obblighi contrattuali verranno rispettati fino all’eventuale cessazione definitiva delle attività”.

Al termine della procedura di consultazione si stabiliranno misure dettagliate e verrà definita la data della chiusura, “fermo restando che Smood farà tutto il possibile per assistere i suoi partner nella ricerca di una soluzione alternativa dopo l’eventuale cessazione delle attività”.

“Migros si assuma le sue responsabilità”

Dal canto suo il sindacato Syndicom ha lanciato un appello a Migros Genève, azionista unico di maggioranza di Smood, ad “assumersi appieno le proprie responsabilità sociali verso i dipendenti e proporre alternative interne o esterne al licenziamento”, ha dichiarato in un comunicato il segretario generale Urs Zbinden.

“Se i tagli ai posti di lavoro saranno confermati, esigeremo il miglior piano sociale possibile, con indennità di partenza sostanziose, misure di riqualificazione professionale e un fondo per i casi di rigore”, ha aggiunto Zbinden.

Nella nota il sindacato sottolinea inoltre come “la chiusura di Smood si inserisca in un quadro più ampio: le piattaforme multinazionali, Uber in primis, hanno imposto modelli basati sul finto lavoro indipendente e sull’elusione degli oneri sociali, distruggendo progressivamente il mercato delle consegne”.

Per Syndicom è infatti l’intero settore del recapito e delle consegne a essere in difficoltà. “Dopo Quickpac, Quickmail, DMC, notime e Familie Wiesner Gastronomie (FWG), Smood diventa l’ultimo simbolo di un mercato in fase di brutale consolidamento, in cui a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori”, conclude il comunicato.

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