Geotermia: addio a progetto vodese, “non sarebbe redditizio”
Altra battuta d'arresto per la geotermia in Svizzera: il progetto energetico di Vinzel, nel canton Vaud, è stato definitivamente abbandonato.
(Keystone-ATS) Il pozzo creato sul posto verrà sigillato e il terreno ripristinato, ha indicato oggi EnergeÔ (così la ragione sociale inserita nel registro di commercio), società vodese che punta a sfruttare il calore naturale del sottosuolo per riscaldare le abitazioni della regione.
La decisione è stata presa per ragioni economiche. Nonostante il pozzo abbia rivelato un notevole flusso, l’acqua non è sufficientemente calda: 33 gradi invece degli 80 attesi. Sono state valutate diverse soluzioni di valorizzazione, ma nessuna ha trovato un finanziamento.
Il pozzo di Vinzel si trova inoltre potenzialmente in concorrenza diretta con il centro dati di Gland, una delle infrastrutture informatiche più grandi della Svizzera, situato a soli 2,5 km di distanza e in grado di produrre calore simile. Per rendere operativo il sito di Vinzel sarebbe stato necessario perforare un secondo pozzo e costruire una nuova conduttura, un’opzione giudicata non redditizia.
Malgrado l’insuccesso, EnergeÔ si dice soddisfatta delle competenze acquisite durante l’esperienza, che si è svolta senza incidenti. L’azienda non intende rinunciare a promuovere la geotermia nella regione: le campagne di prospezione geofisica 3D condotte tra il 2024 e il 2025 in diverse zone stanno dando risultati promettenti, fanno sapere i vertici. Particolarmente interessante appare il settore di Nyon, grazie a un’importante rete sotterranea di faglie sotto la città. I risultati nelle regioni di Aubonne, Etoy e Morges sono ancora in fase di valutazione, ma gli elementi preliminari indicano che c’è del potenziale. EnergeÔ intende quindi presentare una domanda per realizzare nuove perforazioni di prospezione.