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Gaza: almeno 20 morti e decine di dispersi nel crollo di un palazzo

Keystone-SDA

Almeno 14 persone - di cui cinque bambini - sono morte nel crollo di un edificio di sei piani nella città di Gaza, riferisce la Protezione civile dell'enclave palestinese, mentre almeno 100 sono ancora intrappolate sotto l'edificio, tra cui circa 50 bambini.

(Keystone-ATS) Il palazzo è crollato intorno all’una di notte, mentre le persone all’interno dormivano. Secondo il portavoce della Protezione civile Mahmoud Bassal l’edificio, che “aveva subito danni strutturali a causa di molteplici attacchi israeliani durante la guerra”, ospitava circa 100 persone – per metà bambini – di cui al momento non si hanno notizie.

“Sotto questo edificio ci sono circa 100 corpi, o meglio 100 persone di cui non si conosce la sorte”, ha dichiarato il portavoce parlando ai media. “Chiediamo con urgenza le attrezzature necessarie per le operazioni di recupero”, ha affermato.

“Possiamo sentire le voci dei cittadini sotto le macerie e le nostre squadre stanno cercando di raggiungerli – ha aggiunto – ma l’occupazione (gli israeliani, ndr) si rifiuta di consentire l’ingresso di mezzi pesanti nella Striscia di Gaza”.

Filmati verificati da Al-Jazeera, scrive l’emittente araba, mostrano squadre di soccorso intente a estrarre bambini piccoli dalle macerie, lavorando fianco a fianco con i residenti che hanno scavato a mani nude fino all’alba.

Secondo i testimoni e i filmati verificati, si potevano udire le grida di aiuto dei bambini provenire da sotto il cemento, mentre le squadre della protezione civile faticavano a raggiungere le persone rimaste sepolte all’interno.

Un altro video mostra una bambina estratta viva dalle rovine e diversi sopravvissuti che emergono dalle macerie – tra cui bambini piccoli che apparivano senza fiato – prima di essere trasportati via in ambulanza.

Le operazioni di soccorso si stanno svolgendo in coordinamento con la Municipalità di Gaza, il Comitato egiziano, l’Autorità araba e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), spiega ancora Al-Jazeera.

Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) sta sostenendo le operazioni di ricerca. Secondo il direttore dell’agenzia dell’ONU a Gaza Alessandro Mrakic le squadre presenti sul luogo del crollo dell’edificio a Gaza City stanno lavorando con gli escavatori per rimuovere le macerie.

“Si sentono molte voci provenire da sotto le macerie; siamo quindi impegnati in una corsa contro il tempo e stiamo facendo tutto il possibile. Le attrezzature disponibili sono insufficienti”, ha dichiarato anch’egli, aggiungendo che le operazioni di soccorso rappresentano “una maratona”. Mrakic ha chiesto l’ingresso urgente di ulteriori attrezzature e carburante: “Tutte le imprese che collaborano con noi oggi stanno risentendo della carenza di carburante e della mancanza di pezzi di ricambio”.

La stragrande maggioranza degli edifici nella Striscia di Gaza è stata distrutta dai bombardamenti israeliani avviati in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 sferrato dal movimento islamista palestinese Hamas dal territorio stesso.

“Circa 2’000 edifici nelle aree abitate della Striscia di Gaza versano in condizioni strutturali precarie” come quelle dell’edificio crollato nella notte, ma i residenti sono “impossibilitati ad abbandonarli a causa della mancanza di sistemazioni alternative”, ha ancora detto il portavoce della Protezione civile, citato dai media arabi.

L’UNDP ha già individuato 400 edifici a rischio crollo, ha detto Mrakic ad Al-Jazeera. “Considerando i limiti di spazio in un’area dove vivono circa due milioni di persone – ha aggiunto – la gente sta tornando in questi edifici nonostante la mancanza di standard di sicurezza. Arriverà l’inverno con le piogge e potremmo assistere a un aumento del rischio di crollo di questi edifici”.

Le autorità di Gaza, scrive ancora Al-Jazeera, hanno attribuito a Israele la responsabilità del crollo mortale che “aggrava la catastrofe umanitaria” nella Striscia. “Riteniamo l’occupazione e la comunità internazionale pienamente responsabili”, si legge in una nota.

In tutta la Striscia, aggiunge la dichiarazione, circa 8’500 persone risultano disperse sotto le macerie di edifici crollati, mentre migliaia continuano ad abitare strutture pericolanti. “Chiediamo a tutti i paesi del mondo, nonché alle organizzazioni internazionali e dell’ONU, di intervenire immediatamente per porre fine all’ingiusto assedio della Striscia di Gaza, aprire tutti i valichi e consentire l’ingresso immediato di attrezzature e forniture per i soccorsi e la protezione civile, oltre a tutto ciò che è urgente ed essenziale per l’assistenza umanitaria nella Striscia”, conclude la dichiarazione.

La guerra a Gaza ha causato oltre 73’000 morti e 174’000 feriti tra i palestinesi, secondo il Ministero della salute di Gaza – sotto l’autorità di Hamas – i cui dati sono ritenuti attendibili dall’ONU.

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