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Francia alle urne per i sindaci, a Parigi sfida all’ultimo voto

Keystone-SDA

Cinquantamila francesi eleggeranno i sindaci di 35.000 comuni, nel primo turno elettorale di domani e nei ballottaggi fra una settimana. A Parigi, Marsiglia e Lione, le tre città più grandi della Francia, l'esito è incerto.

(Keystone-ATS) In particolare nella capitale, sarà una battaglia all’ultimo voto fra la sinistra erede della sindaca uscente Anne Hidalgo e la destra dei Républicans guidata da Rachida Dati, con possibile inserimento di Bournazel, candidato dei macroniani.

Le truppe del presidente puntano anche su un suo buon risultato per una risalita del morale, dopo mesi di popolarità ai minimi e tendenze al ribasso: per il pianeta Macron, le municipali sono una tappa importante per evitare il ridimensionamento o, peggio, la scomparsa.

A un anno dalle presidenziali, scadenza cruciale che assume aspetti inediti per il vantaggio assegnato dai sondaggi al candidato dell’estrema destra RN – Marine Le Pen o Jordan Bardella – gli osservatori scrutano in queste elezioni municipali l’andamento delle principali componenti politiche e le tendenze degli elettori, soprattutto l’astensionismo.

Quest’ultimo aspetto, stando ai sondaggisti, è da osservare attentamente in relazione al processo di “normalizzazione” del Rassemblement National: l’estrema destra ormai in via di sdoganamento e con il vento in poppa delle intenzioni di voto favorevoli, potrebbe andare alla conquista di nuove città al di fuori dei suoi territori tradizionali.

Marsiglia, per esempio, vede il sindaco uscente Payan, di sinistra, sfidato dal candidato RN, Allisio. Se non ci sarà un sussulto nella partecipazione al voto per sbarrare la strada a questa ipotesi, il fenomeno sarà interpretato come ulteriore segnale positivo per il partito di Le Pen nella corsa all’Eliseo.

Altro segnale scrutato dai politologi, l’elezione del sindaco di Le Havre, porto della Normandia: Edouard Philippe, ex premier e sindaco uscente e possibile candidato all’Eliseo con il suo partito centrista Horizons, correrà per le presidenziali soltanto se i suoi concittadini lo confermeranno domani.

Ma i sondaggi lo danno in forte difficoltà. E lui, all’orizzonte 2027, sarebbe per i sondaggi il miglior oppositore di Bardella o Le Pen. Parigi, con la fine del “regno” di Anne Hidalgo, che ha rivoluzionato le strade e il verde cittadino suscitando però non poche polemiche, è un osservatorio per il comportamento della destra: al ballottaggio i Républicains di Rachida Dati si faranno tentare da un’alleanza con l’estrema destra?

Quanto alla gauche, dopo l’esplosione dell’alleanza delle scorse presidenziali, NUPES, e il nodo sembra essere quello della distanza sempre più incolmabile fra gli ex alleati socialisti e melenchoniani della France Insoumise: se in un numero consistente di comuni PS e LFI faranno causa comune, il dialogo potrebbe riprendere anche su scala nazionale e con vista sulla presidenziali.

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