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Francia: incendi stabili in Gironda ma si teme ondata caldo e vento

Keystone-SDA

Il vasto incendio che dal 22 luglio ha devastato 42'000 ettari nella regione della Gironda (sudovest) risulta "ancora stabilizzato" dopo una seconda notte "tranquilla", secondo quanto riferito dalla prefettura di zona.

(Keystone-ATS) Diversi focolai sono stati “rapidamente messi sotto controllo durante la notte”, in particolare vicino ad Arès, nell’area del bacino di Arcachon, più a nord a Le Temple e nei pressi del campo di Souge (una base militare a meno di 15 km dall’aeroporto di Bordeaux-Mérignac).

“La superficie percorsa dal fuoco non si è estesa”, precisa la prefettura, sebbene le condizioni meteo rimangano “sfavorevoli” per la giornata di oggi, con temperature in aumento che dovrebbero raggiungere i 41 gradi nell’entroterra e i 38 gradi lungo la costa. Il tutto accompagnato dal vento, con raffiche previste fino a 45 km/h entro fine giornata.

Anche in Spagna c’è preoccupazione: la quarta ondata di caldo torrido dell’esteta ha investito oggi gran parte del paese. Secondo l’Agenzia statale di meteorologia (Aemet) sono in vigore avvisi arancioni o gialli in tutte le comunità autonome – ad eccezione delle Asturie, sul versante nord-occidentale, di Murcia, nel sud della penisola, e delle isole Baleari – per temperature massime fino a 41 gradi e picchi locali di 42°C.

L’Aemet e la Protezione civile avvertono sui propri canali social che l’ondata di caldo torrido, unità alla bassa umidità, ai venti e alla possibilità di temporali secchi mantiene un rischio molto alto o estremo di incendi boschivi in gran parte del territorio nazionale, destinato a protrarsi fino al fine settimana.

Mentre sono ancora attivi almeno dieci dei grandi incendi forestali che hanno colpito nell’ultima settimana la Comunità di Madrid, la provincia di Ávila, Toledo in Castiglia-La Mancia e la provincia di Castellón, nella Comunità Valenciana, sul versante mediterraneo.

“In questo momento abbiamo dieci incendi forestali attivi in Spagna. L’evoluzione è favorevole ma le prossime 12 ore saranno decisive per il consolidamento del perimetro dei roghi fatto dal sistema nazionale di protezione civile”, ha detto il premier Pedro Sánchez in dichiarazioni ai media dal posto di comando avanzato delle operazioni a Navalcarnero, nella Sierra a ovest di Madrid.

Da inizio anno sono ormai oltre 173’000 gli ettari di superficie forestale distrutta dai maxi-roghi in Spagna, sei volte più dello stesso periodo del 2025. Un dato che consolida il 2026 come l’anno della più grave emergenza nazionale per i roghi degli ultimi anni nel paese.

Secondo le stime del ministero della transizione ecologica le sole operazioni di spegnimento sono costate finora tra i 1,7 e i 3,3 miliardi di euro, esclusi i danni ad abitazioni, infrastrutture, aziende agricole, patrimonio naturale, biodiversità e turismo.

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