FR può riorganizzare “in profondità” il proprio potere giudiziario
I deputati friburghesi hanno votato oggi una revisione della legge sulla giustizia (LG). Il progetto mira a riorganizzare "in profondità" il potere giudiziario, riunendo in particolare le 18 autorità attuali, distribuite su 15 sedi, in cinque grandi entità.
(Keystone-ATS) La riforma, promossa dal consigliere di Stato Romain Collaud (PLR), direttore del Dipartimento della sicurezza e della giustizia, è stata approvata con 95 voti contro 8, senza astensioni, dopo due giorni di intensi dibattiti. L’obiettivo è quello di “facilitare la gestione e la ripartizione delle risorse in modo più efficace ed equo”.
Tutti i partiti sono entrati nel merito, ritenendo indispensabile dotare il Cantone di un apparato giudiziario “moderno”. Nel dibattito solo l’UDC ha espresso riserve riguardo ai costi. “La revisione è necessaria”, ha insistito il deputato Sébastien Dorthe (PLR), secondo il quale essa risponde a “istituzioni sovraccariche”, ottimizzando organici e infrastrutture.
Timori infondati
Il Consiglio della magistratura ha parlato di un sistema “permanentemente sotto pressione”. “Lo status quo non è un’opzione seria”, ha dichiarato dal canto suo la parlamentare Alizée Rey (PS), menzionando tempi e governance. “Non bisogna temere di costruire un potere giudiziario più efficiente”, le ha fatto eco il collega Bertrand Morel (Centro).
Il deputato François Ingold (Verdi) ha invece lodato il mantenimento della prossimità. Il progetto “bis” della commissione ha proposto l’assunzione temporanea di risorse supplementari, in caso di picchi eccezionali di attività e limitati nel tempo. L’emendamento è stato accettato, contro il parere del Consiglio di Stato, perché “fuori dall’ambito budgetario”.
Tetto massimo del numero di giudici
La commissione ad hoc ha inoltre ridotto il tetto massimo del numero di giudici al Tribunale cantonale (TC), fissandolo ad almeno 12 e non più in una forchetta compresa tra 12 e 16. Contrariamente al progetto iniziale, che li riduceva a due, i deputati hanno mantenuto quattro assessori nelle corti penali.
Deputati della minoranza germanofona si sono invece detti preoccupati per l’accesso alla giustizia in lingua tedesca, anche vivendo in zone francofone. Hanno ottenuto garanzie in tal senso da Romain Collaud. Il territorio cantonale dovrà inoltre diventare un unico circondario giudiziario.
Cinque entità
Uno degli assi principali della riforma sarà dunque la riunione delle 18 autorità attuali in cinque entità. Il TC, il Ministero pubblico e il Tribunale delle misure coercitive resteranno invariati. In compenso, i tribunali distrettuali penali, il Tribunale penale economico e il Tribunale penale dei minorenni saranno raggruppati in un unico Tribunale penale, con tre sezioni (generale, minorenni e affari economici).
La revisione vuole essere al tempo stesso “ambiziosa e pragmatica”, ha spiegato ancora Romain Collaud. L’applicazione concreta richiederà tuttavia tempo. Essa necessiterà della creazione di un’organizzazione di progetto specifica, ha aggiunto.