Forniture di cemento in lieve aumento nel terzo trimestre
Le forniture di cemento in Svizzera sono risultate in lieve aumento nel terzo trimestre: le quantità sono salite a 988'700 tonnellate, l'1% in più dello stesso periodo dell'anno scorso.
(Keystone-ATS) Sull’arco dei primi nove mesi del 2026 la progressione si attesta a un analogo 1%, a 2,8 milioni di tonnellate.
“Il cemento elvetico di qualità continua a essere molto richiesto”, scrive l’organizzazione di categoria Cemsuisse in un comunicato odierno. Nel suo percorso verso l’obiettivo di zero emissioni nette, il settore si distingue per un alto livello di innovazione e per i notevoli investimenti nella riduzione del rilascio di CO2 dei propri prodotti, argomenta l’associazione.
Anche la domanda di tipi di cemento più ecologici è cresciuta costantemente negli ultimi anni. Oltre il 98% del volume totale consegnato è oggi costituito da tipi di cemento a basso contenuto di clinker, mentre la quota del classico cemento Portland – quello in uso esclusivamente fino agli anni 90 – si attesta attualmente a un marginale 1%. In questo modo il ramo “non solo fornisce un contributo importante all’approvvigionamento interno di cemento e calcestruzzo, ma contribuisce anche agli obiettivi di politica climatica della Confederazione”, si legge nella nota.
Il 32% delle forniture nel periodo gennaio-settembre è avvenuto per ferrovia, mentre il 68% è stato consegnato ricorrendo a mezzi stradali, emerge dalle tabelle pubblicate dall’organizzazione fondata nel 1881. Rispetto al 2025 la quota della rotaia è diminuita di oltre due punti percentuali. Il motivo risiede nelle difficili condizioni quadro del trasporto a carri singoli, che costringono le aziende a ricorrere ai camion. “Come settore, siamo molto dispiaciuti per questa situazione”, afferma a questo proposito il direttore di Cemsuisse Stefan Vannoni, le cui parole sono riportate nel documento per la stampa. L’organizzazione ha già più volte segnalato alle autorità competenti le carenze del trasporto merci su rotaia.