Fondazione Beyeler: momenti unici ed effimeri con Pierre Huyghe
Per la prima volta in Svizzera sarà possibile vedere una mostra personale di Pierre Huyghe.
(Keystone-ATS) Da domenica, la Fondazione Beyeler di Riehen (BS) invita infatti il pubblico a vivere momenti tanto unici quanto effimeri dell’artista francese, che si è fatto conoscere per le sue installazioni ingegnose.
Già entrando nella prima sala dell’esposizione, che durerà fino al 13 settembre, si arriva su un morbido tappeto stampato che attraversa tutta la mostra. Si sta letteralmente in piedi sull’opera, “Light Dust” (2026), che appare diversa a seconda della luce.
Nella sala c’è soltanto una parete con un foro attorno al quale si muovono delle formiche. Si tratta dell’installazione “Umwelt” (2011). E dietro, la bianca parete espositiva è interrotta da una finestra che, con un ritmo mutevole, a volte è opaca e a volte trasparente. La stanza non sarà mai esattamente la stessa due volte.
“Vivente, mutevole, in evoluzione – il concetto di metamorfosi è molto importante”, ha dichiarato la curatrice della mostra Mouna Mekouar all’agenzia Keystone-ATS. L’esposizione è stata sviluppata appositamente per gli spazi della Fondazione Beyeler e concepita come un paesaggio in cui immergersi nelle opere di Huyghe.
In un’altra sala viene proiettato un film che mostra un essere antropomorfo mentre interagisce con i resti abbandonati della quotidianità umana nella zona di esclusione nucleare intorno a Fukushima (“Human Mask”, 2014). E a un certo punto ci si trova davanti a una pietra sospesa nell’acqua (“Cambrian Explosion 19”, 2013), per poi essere strappati a quel momento da un suono proveniente da un’altra sala.
Pierre Huyghe è nato nel 1962 a Parigi e lavora a Santiago del Cile. Le sue mostre gli hanno portato riconoscimento internazionale e le sue opere sono presenti in numerose collezioni di alto livello.