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Folla si raduna a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic

Keystone-SDA

Dopo cinque ore di camera ardente, dalle 7 di mattina, nella chiesa belgradese di San Luca Apostolo, il patriarca della Chiesa ortodossa serba, Porfirije, a mezzogiorno ha officiato 'l'opelo', la cerimonia religiosa funebre per Ratko Mladić.

(Keystone-ATS) Fuori dalla chiesa, secondo la polizia citata dai media filo-governativi, ci sarebbero almeno 8000 persone a rendere il loro omaggio: persone di tutte le età, ex combattenti, quasi tutti con magliette o camicie nere a lutto e la presenza di molte bandiere serbe ed effigie del generale, condannato per le atrocità compiute durante la guerra in Bosnia negli anni ’90.

Fra le persone presenti in chiesa alla cerimonia figurano almeno tre ministri del governo serbo: il titolare alla Giustizia, Nenad Vujić, ministro della Giustizia, che nei giorni scorsi ha scortato personalmente la salma sul volo di Stato del governo serbo proveniente dall’Aja e che il 28 agosto, il giorno dopo la morte di Mladić, per primo annunciò gli onori militari e di Stato; il ministro della Cultura, Nikola Selaković, fotografato mentre stringe mani alla gente radunata fuori dalla chiesa e mentre accende candele votive, e il titolare di Trasporti e Infrastrutture, Darko Glišić.

Il presidente serbo, Aleksandar Vučić, che ha mantenuto un profilo basso, conscio anche degli ammonimenti dell’Unione europea, facendosi solo garante dello svolgimento dei funerali secondo i desideri della famiglia di Mladić, non è presente perché impegnato ufficialmente oggi e domani con la visita di Stato del presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, mentre lo è il figlio, Danilo Vučić. Sono inoltre presenti diverse personalità di spicco della Republika Srpska di Bosnia, fra cui il presidente Siniša Karan e l’ex presidente deposto Milorad Dodik, il sindaco di Banja Luka e vari ministri.

La presenza dello Stato serbo alla cerimonia è inoltre garantita da un picchetto d’onore di militari che affianca in chiesa la bara di Mladic, sulla quale sono esposte le medaglie e onorificenze del generale e il suo berretto da alto ufficiale. Il corpo verrà ora trasportato in corteo funebre al vicino cimitero di Topčider per la sepoltura.

Le atrocità commesse da Mladic durante la guerra, nel periodo della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, gli valsero il soprannome di “Macellaio della Bosnia” sui media internazionali. Mladic è stato condannato per genocidio in relazione al massacro di Srebrenica del 1995. Nonostante le sentenze, è ancora considerato un eroe da alcuni serbi, in particolare nella Republika Srpska, dove la sua morte è stata commemorata con veglie e raduni.

Sabato, circa 300 persone si sono riunite per una commemorazione in onore di Mladic presso una struttura militare di Belgrado, organizzata da un’associazione di generali dell’esercito serbo, sia in servizio che in pensione. Erano presenti anche il figlio di Mladic, Darko, e altri membri della famiglia, nonché il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic e funzionari della Republika Srpska, tra cui il presidente Sinisa Karan.

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