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Finita sessione: sì al nucleare e all’aumento IVA

Keystone-SDA

Con le tradizionali votazioni finali, si è conclusa oggi la sessione estiva delle Camere federali. Tra i dossier approvati spiccano il ritorno del nucleare e l'aumento dell'IVA per finanziare la tredicesima AVS. "No" invece al controprogetto sui fuochi d'artificio.

(Keystone-ATS) Il dossier sull’AVS ha tenuto il Parlamento con il fiato sospeso fino a oggi, quando gli Stati, che hanno sempre chiesto un finanziamento combinato di aumento delle trattenute salariali e dell’IVA, hanno finito per accontentarsi del solo innalzamento di quest’ultima. Il Nazionale ha infatti sempre respinto l’ipotesi di accrescere i contributi salariali.

Se anche il popolo darà il suo benestare – l’aumento dell’IVA sottostà a votazione obbligatoria – l’aliquota ordinaria dell’IVA salirà di 0,4 punti percentuali, all’8,5%. Resterà invece invariata al 2,6% quella ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari.

Il secondo grosso dossier portato a termine concerne la modifica della Legge federale sull’energia nucleare , che funge da controprogetto all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)”. Il punto centrale è la revoca del divieto di costruire nuove centrali atomiche. Lo scopo è mantenere aperte tutte le opzioni per l’approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Il popolo avrà probabilmente l’ultima parola, visto che i Verdi hanno già annunciato un referendum.

I cittadini saranno verosimilmente chiamati alle urne anche sulla nuova legge destinata a far prevalere, in futuro, i salari minimi previsti dai contratti collettivi di lavoro (CCL) dichiarati di obbligatorietà generale su quelli stabiliti a livello cantonale. I Cantoni che hanno già introdotto un salario minimo potranno tuttavia mantenerlo.

Tra gli altri incarti il cui iter è stato completato figura il progetto che riabilita gli svizzeri che hanno combattuto nella resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale, e per questo condannati dai tribunali elvetici dell’epoca (un’ottantina di persone). Per la maggioranza del Parlamento, le azioni di quei volontari erano legittime poiché guidate da una giusta causa volta a far trionfare la democrazia.

Via libera anche alla revisione della legge federale sui diritti politici (LDP). Le novità riguardano, in particolare, lo svolgimento delle votazioni federali, l’iter giurisdizionale per i ricorsi sulle elezioni e votazioni, nonché l’istituzione di una base legale per le prove di raccolta elettronica delle firme (e-collecting). Grazie a quest’ultima modifica i comitati di iniziativa e di referendum dovrebbero poter raccogliere, in via sperimentale, le firme per via elettronica.

La modifica della Legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LEF) concederà da parte sua una seconda opportunità alle persone sovraindebitate. Si potrà dichiarare fallimento una sola volta nel corso della vita.

Tra gli altri progetti conclusi, figura l’omologazione più rapida dei nuovi prodotti fitosanitari, la creazione di un registro nazionale delle esecuzioni, l’agevolazione della cooperazione internazionale per quel che concerne la vigilanza dei mercati, la proroga dei contributi federali alla costruzione di alloggi di utilità pubblica e il progetto che coinvolge maggiormente il settore privato svizzero nella ricostruzione dell’Ucraina. Da parte sua, la bonifica dei siti inquinati da schiume antincendio contenenti PFAS (i cosiddetti inquinanti eterni) beneficerà retroattivamente di un sostegno finanziario da parte del fondo per il risanamento dei siti contaminati (OTARSI).

In queste tre settimane Consiglio nazionale e degli Stati avevano anche portato a termine il controprogetto all’iniziativa popolare “Per una limitazione dei fuochi d’artificio” (che chiedono di respingere). Oggi, però, il Consiglio nazionale ha un po’ a sorpresa bocciato tale controproposta, con 114 voti contrari, 79 favorevoli e 6 astensioni. L’iniziativa sarà quindi sottoposta al voto di popolo e Cantoni senza alcun controprogetto. Nel concreto, il testo chiede di vietare la vendita e l’utilizzo di fuochi d’artificio da parte dei privati, fatta eccezione per quelli che non producono forti esplosioni, come i bengala o i vulcani.

La prossima sessione, quella autunnale, si terrà dal 14 settembre al 2 ottobre.

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