Finanziamento dei partiti, leggero calo nel 2024

I partiti svizzeri hanno dichiarato finanziamenti per un totale di 22,4 milioni di franchi nel 2024. Lo ha reso noto oggi il Controllo federale delle finanze (CDF), evidenziando un calo di 3,9 milioni rispetto al 2023.
(Keystone-ATS) Con 8,2 milioni di franchi è ancora una volta il PS ad aver annunciato i finanziamenti più consistenti (9 milioni nel 2023). Al secondo posto troviamo il PLR, con 3,4 milioni (3,5 milioni nel 2023), davanti all’UDC con 2,8 (3,9 nel 2023) e al Centro con 2,6 (3,1 nel 2023).
Anche le entrate dei Verdi, 1,8 milioni, e dei Verdi Liberali, 1,2 milioni, hanno superato il milione di franchi lo scorso anno. Altri finanziamenti sono stati percepiti dall’Unione Democratica Federale, dal Partito evangelico svizzero (PEV), dal Mouvement Citoyens Genevois e dalla Lega dei Ticinesi.
Le entrate dei partiti sono suddivise in varie categorie. I contributi monetari, ossia le donazioni, sono la principale fonte di reddito per le cinque maggiori forze politiche. Vi sono poi i finanziamenti derivanti dalla vendita di beni e servizi, da eventi, i contributi dei membri, quelli per i mandati, le donazioni non monetarie e le entrate derivanti da eventi.
Il CDF evidenzia grosse differenze nei contributi dei membri dei partiti, che variano dal nulla a 2,1 milioni di franchi per il PS. La varietà dipende dal fatto che sono i partiti stessi a regolare la questione. Alle spalle del PS troviamo, decisamente staccato, il PEV (0,5 milioni) e i Verdi (0,5 milioni).
Anche per quanto riguarda i contributi legati ai mandati il PS ha riportato le entrate più elevate (0,5 milioni), seguito dall’UDC (0,4 milioni) e dai Verdi (0,4 milioni).
Limiti delle nuove disposizioni
Conformemente alle nuove disposizioni sulla trasparenza nel finanziamento della politica, i partiti rappresentati in parlamento sono tenuti a comunicare al CDF i contributi pro capite annui pari o superiori a 15’000 franchi. Lo stesso vale per i contributi agli eletti. Dall’obbligo sono invece esclusi i contributi ai gruppi parlamentari.
La nuova legge sul finanziamento dei partiti politici è entrata in vigore nel 2022 e mira a una maggiore trasparenza. I primi dati sono stati pubblicati nel 2023 dal CDF. Il suo ruolo è garantire che tutti i documenti siano trasmessi entro i termini previsti ed effettuare controlli a campione.
Al momento della pubblicazione dei primi dati, lo scorso anno, il copresidente del PS Cédric Wermuth aveva ritenuto che esistessero ancora delle lacune in materia di trasparenza.
Anche il CDF riteneva di non essere l’organo adeguato per effettuare controlli. Il suo compito principale è infatti quello di verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici, e non di quelli privati, come nel caso del finanziamento dei partiti politici.
Oltretutto, nel suo ruolo di supervisore delle finanze pubbliche, è in parte incaricato dai parlamentari di effettuare audit. In qualità di controllore del finanziamento dei partiti, il CDF deve quindi sorvegliare i politici che lo incaricano nell’ambito delle sue altre funzioni.
Lo scorso autunno è stata avviata una valutazione per esaminare l’attuazione della legge e individuare i potenziali miglioramenti che potrebbero essere apportati.