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Export svizzero in crescita pure nel terzo trimestre

Keystone-SDA

Dopo un secondo trimestre in ripresa anche la terza parte del 2026 si conferma in crescita per il commercio estero svizzero, malgrado una flessione verso gli Stati Uniti.

(Keystone-ATS) Nel periodo luglio-settembre – in confronto con i tre mesi precedenti – le esportazioni sono salite del 2,6%, raggiungendo 75,0 miliardi franchi, mentre le importazioni sono progredite dell’1,8% a 61,0 miliardi.

Il terzo trimestre si è chiuso così con un’eccedenza di 14,0 miliardi, a fronte dei 13,2 miliardi del periodo aprile-giugno, emerge dai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (vale a dire corrette dell’effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a +3,3% (export) e -1,4% (import).

Tutti i settori dell’esportazione hanno mostrato un andamento al rialzo. Quello di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) +1,6% (a 39,3 miliardi di franchi); seguono, molto staccati, le macchine e l’elettronica (+3,1% a 13,7 miliardi), l’orologeria (+4,7% a 6,7 miliardi), i gioielli (+3,4% a 3,3 miliardi), le derrate alimentari (+2,6% a 2,5 miliardi), i metalli (+4,5% a 2,4 miliardi) e i veicoli (+21,3% a 2,0 miliardi). Orologi e veicoli presentano valori ai massimi storici, sottolinea l’UDSC.

A livello geografico, il continente più importante per il Made in Switzerland rimane l’Europa (+8,0% a 44,3 miliardi), con un contributo significativo fornito da Germania (+3,5% a 10,6 miliardi), Slovenia (+42,2% a 10,2 miliardi) e Italia (+18,4% a 5,6 miliardi), che sono il secondo, il terzo e il quarto fra i principali sbocchi dell’export. In forte calo è il Nordamerica (-13,5% a 11,8 miliardi), con gli Stati Uniti (-13,5% a 11,0 miliardi, dopo il +28,4% del secondo trimestre) che mantengono comunque il primato di paese più importante per le merci elvetiche. Rimane ferma sostanzialmente sul posto l’Asia (+0,8% a 13,9 miliardi), con un maggiore dinamismo però per la Cina (+4,0% a 3,8 miliardi).

Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (+3,8% a 21,6 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+2,0% a 11,7 miliardi), veicoli (-1,5% a 5,4 miliardi), derrate alimentari (+2,7% a 4,2 miliardi), metalli (+4,2% a 3,5 miliardi), nonché prodotti energetici (+10,8% a 3,2 miliardi). Riguardo alle regioni, l’Europa (+1,8% a 43,8 miliardi) primeggia su Asia (pure +1,8% a 11,0 miliardi) e Nordamerica (+9,1% a 4,0 miliardi).

Per quanto riguarda il solo mese di settembre le esportazioni sono tornate ad aumentare: +1,5% (rispetto ad agosto) a 23,2 miliardi di franchi (-0,1% in termini reali). Le importazioni sono progredite del 24,9% (+7,0% reale) a 21,9 miliardi, sulla scia della volatilità del dato degli scambi farmaceutici. Il saldo è quindi positivo per 1,3 miliardi.

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